All’Urban Center di Monza la presentazione del Cammino di sant’Agostino
Venerdì scorso
all’Urban center di via Turati durante Brianza & turismo, evento che punta a valorizzare il patrimonio culturale, tradizionale, naturale e locale, è stato presentato Santiago di Compostela in Brianza: il Cammino di sant’Agostino, progetto di turismo sostenibile come leva di sviluppo locale.
Un ingegnere con la poesia nel sangue e la Brianza nel cuore: così che può essere descritto Renato Ornaghi, 47 anni, brianzolo doc, ideatore dell’iniziativa che ha già suscitato l’interesse di amministratori comunali delle tre Brianze, racchiuse a ovest dal Seveso, a sud dal canale Villoresi, a est dall’Adda e il Rio Vallone, a nord dalle prime prealpi del triangolo lariano.
Com’è nata l’idea di realizzare un percorso religioso in Brianza?
«L’idea del Cammino di Agostino è nata dopo una mia personale riflessione sul “cammino” di conversione di sant’Agostino, conclusosi (casualmente?) proprio in Brianza, terra diventata “paolotta” forse anche per questo motivo, e sulla opportunità di collegare con un unico “cammino” tra i santuari locali la tradizionale fede tipicamente mariana del territorio brianzolo. Hanno fatto il resto la mia passione per il camminare e per il pellegrinaggio di Compostela, unite all’occasione galeotta del convegno di ieri che mi chiedeva originali iniziative nell’ambito del turismo sostenibile. D’altra parte io di lavoro mi occupo di risparmio energetico e di energie rinnovabili».
Perché proprio i santuari mariani?
«In terra di Brianza la devozione alla Madonna è molto sentita. Nemmeno a Roma credo ci siano così tanti santuari dedicati a Maria».
Il cammino è lungo 350 chilometri e per percorrerlo interamente sono necessari quattordici giorni. Questo è un tipo di turismo di nicchia, che inoltre si scontra con la cronica carenza di strutture ricettive.
«Visitare i venticinque santuari mariani offre al turista la straordinaria opportunità di ammirare parallelamente tutte le attrattive del territorio. Si tratta di un turismo “lento”, una novità da noi, visto che in Brianza i pochi turisti che ci sono fanno il “mordi e fuggi” di una sola giornata. La speranza è che questo cammino serva da impulso alla creazione di una serie di micro strutture ricettive: penso ai bed and breakfast».
E nel frattempo, dove dormiranno i pellegrini?
«Ho già preso accordi con i vescovi di Lecco e Como e con l’arciprete di Monza per coinvolgere le parrocchie, che in Brianza hanno oratori ben attrezzati e in grado di ospitare turisti con lo zaino. Il resto andrà costruito pian piano».
A dicembre uscirà una guida che illustrerà il Cammino.
«L’Associazione Brianze ha appoggiato e sponsorizzato in pieno l’iniziativa del Cammino, soprattutto per il tramite del suo presidente Paolo Pirola».
Arianna Pinton