Monday, October 29, 2007

Addio al simbolo dell’Autobianchi. Resta la palazzina Liberty

Desio. Entro fine mese l’edificio degli uffici dell’Autobianchi sarà demolita. Saranno risparmiati solamente la palazzina liberty e l’Ugaf. E dire che per salvare la struttura di archeologia industriale dell’Alfa Romeo di Desio si era mobilitato persino Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano ed ex sottosegretario ai beni culturali. Niente da fare: a Desio nessuno si è invece mobilitato in difesa di un edificio che racconta la storia dell’industria e dell’architettura della Brianza.

La palazzina gialla andrà in polvere: al suo posto sorgerà un capannone, uno dei molti del Polo tecnologico, e soprattutto la “Torre” che a detta della giunta Mariani sarà il nuovo simbolo della città. Sarà un centro direzionale che ospiterà uffici, qualche monolocale e bilocali a servizio di possibili studenti universitari, o dirigenti d’azienda.

Nel nuovo capannone troverà invece posto il Caam, Consorzio area alto milanese, che potrà contare su mille metri quadrati, una specializzazione universitaria in elettronica che avrà uno spazio di 500 metri e il progetto della “Biotecnologia” nato in Villa Tittoni un anno fa per promuovere ricerca e sviluppo nel campo, ovvero strumentazioni informatiche applicate alle materie scientifiche. 

Rimarrà solo la piccola palazzina in stile Liberty dove c’è l’Ugaf, l’associazione pensionati ex lavoratori dell’Autobianchi che ne mantiene viva la memoria con una serie di attività e iniziative. Sarà ristrutturata esternamente dagli “Addamiano”, mentre le sistemazioni interne spetteranno al comune. 

Ogni anno a settembre, l’Ugaf organizza il raduno delle “bianchine” e gestisce anche il museo dell’Autobianchi, oltre ad organizzare gite negli stabilimenti Fiat, curare pubblicazioni e quant’altro mantenga vivo la grande A dell’Autobianchi, nata come uno stabilimento che realizzava biciclette e sedili per autocarri e che nel tempo si è trasformata in grande azienda automobilistica.

Non a tutti però la riqualificazione è gradita e da tempo ci sono polemiche sul fatto che il Polo debba sorgere davvero sulle ceneri di una realtà industriale del passato che è parte integrante della città. Non c’è desiano che non abbia lavorato qui. Concordiamo sul fatto che la memoria storica vada conservata perché caratterizza l’identità stessa della città. Un’altra occasione sprecata.

Arianna Pinton


Posted by arianna.pinton in 11:57:22
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