Sunday, December 2, 2007

Librarsi 2007, fiera dell’Editoria a Villa Greppi

La prestigiosa sede di Monticello ospita la prima edizione della rassegna con la presenza di sei editori attivi in Brianza. Una nuova iniziativa per gli editori della Brianza. L’associazione Albero Blu di Lecco, nata come compagnia teatrale, ha dato vita assieme ad altre organizzazioni locali a “Librarsi ‘07″, un evento che agli incontri con autori ed editori della zona unisce anche dei momenti di teatro e musica. La rassegna inizia lunedì 26 novembre per concludersi domenica 2 dicembre. «La prima parte della mostra», ha spiegato Michela Giusto di albero Blu, «sarà dedicata alle scuole, soprattutto elementari; il fine settimana, invece, prevede eventi aperti a tutti». Le attività per le scuole sarà ulteriormente suddivisa tra laboratori di lettura creativa ed espressiva per gli ultimi anni delle elementari e spettacoli di favole locali per i bimbi della scuola materna. Il programma presenta una miscela di incontri ad ingresso gratuito ed altri a pagamento. Sarà proposta anche, nella serata di sabato 1 dicembre, la maratona di lettura “Capitolando”, «un evento ancora unico per la Brianza, e che speriamo riscuota il giusto risultato», come ha evidenziato Lorenzo Corengia, anch’egli di Albero Blu. I sei editori presenti saranno: Bellavite Editore, Marna casa editrice, Brianze, Cattaneo Editore, Edizioni il Ciliegio, Pam Edizioni. Ognuno farà incontrare un proprio scrittore al pubblico che vorrà partecipare alla rassegna. Tra gli organizzatori, c’è anche il contributo fondamentale del Sistema bibliotecario Meratese: «Qui in Villa Greppi facemmo già una mostra libraria, tempo fa. Questa nuova iniziativa si distingue però perchè per la prima volta in questa zona portemo gli editori a contatto con il pubblico». A dirlo è Gabriella Belli del SbM, che poi ha aggiunto: «Nonostante l’offerta culturale sul territorio sia già molto alta, questa inizizativa ha tutte le premesse per ottenere un buon successo». Dello stesso parere è anche Dario Canossi, Assessore alla Cultura di Monticello e membro del consorzio Brianteo di Villa Greppi, che però è più cauto: «L’obiettivo deve essere quello di promuovere la cultura, anche tramite iniziative che non offorno un ritorno immediato; anche per me questa mostra può andare lontano, ma essendo la prima edizione dobbiamo essere pronti anche ad avere piccoli numeri. Insomma», ha concluso, «per il primo anno è meglio puntare sulla qualità che sulla quantità». L’assessore ha in sostanza lasciato intendere che se si prediligono le iniziative di ampio respiro culturale e divulgativo, alla lunga la risposta del pubblico non può che essere positiva. Il progetto sembra lungimirante, votato ad aiutare e diffondere la visibilità della piccola editoria, la quale garantisce una bibliodiversità troppo spesso trascurata dalle grandi case editrici. La prima edizione di certo risentirà del modo avventuroso con cui è stata messa in piedi, ma di sicuro rappresenta uno motivo interessante di aggregazione culturale, un nuovo soggetto da attendere con curiosità. Per l’appuntamento del prossimo anno già si pensa all’introduzione di eventi legati alla rilegatura e all’illustrazione, cioè a lati affascinanti del mondo librario che spesso noi lettori medi diamo per scontati, ma che in realtà sono imprenscindibili perchè un libro sia davvero buono. Interessante la miscela di eventi per bambini come il percorso interattivo di lettura “La Scatola Narrante” con iniziative destinate agli adulti, come aperitivi letterari con musica dal vivo. Fermo restando che il centro di tutto resta l’incontro con l’autore, possibilità preziosissima per aumentare i propri orizzonti. L’impresa si rivelerà una goccia nel mare, forse, ma ben venga se contribuirà ad avvicinare giovani e bambini all’emozione stupenda della lettura, una lettura che sia davvero consapevole e stimolante. Info: www.librarsi2007.blogspot.com
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La via “obbligata” della Fondazione

Arcore. Quella di Monza, che sceglie di costituire una Fondazione per la Villa Reale, non è certo una strategia nuova, anzi, forse giunge con molto ritardo, mentre mezza Italia la utilizza già da tempo nella gestione di beni culturali da rivitalizzare. Torino ha assegnato alla Fondazione Torino Musei quattro siti museali. A Roma prosegue con successo la Fondazione dell’Auditorium della Musica. Anche nella vicina (ad Arcore) Bergamo la Galleria d’Arte Moderna ha preso vita grazie ad una fondazione cui contribuisce, oltre al Comune, la Fondazione Dalmine. Per la Reggia di Venaria si pensa a una fondazione (ce n’è già una che gestisce la scuola di restauro in una parte del complesso). I vantaggi sono una maggiore speditezza e la separatezza gestionale, la non confusione con i mille altri problemi cui deve attendere la macchina pubblica, la possibilità di attrarre nuovi soci in un secondo momento (come in molti casi è avvenuto, dopo la costituzione da parte del solo ente proprietario del bene), soci tra cui le fondazioni bancarie, e infine la possibilità di attingere alle donazioni dei privati, piccole o grandi, grazie agli sgravi fiscali e al carattere “benefico”. Persino il Ministero dei beni culturali e ambientali, grazie ad una nuova Fondazione, “Maratonarte”, è riuscito ad attingere per oltre 2 milioni di euro a donazioni spontanee da partre dei già contribuenti!   A noi pare chiaro che, attesa la buona volontà dell’attuale amministrazione arcorese, le lentezze amministrative stanno dimostrando anche ad Arcore che può essere una ottima idea istituire una Fondazione specifica cui affidare Villa La Montagnola, se non anche le Scuderie e la Cappella Vela. Una fondazione “costituente” cui il Comune conferisca il bene e la sua gestione, la quale si faccia promotrice di un progetto di restauro e d’uso che aggreghi in un secondo momento altri soggetti e cerchi i fondi necessari (anche partecipando a bandi) con quella incisività che un Comune non può avere, per norme e per uso: ad esempio nel caso recente del Bando per Restauri della Fondazione delle Comunità di Monza e Brianza, cui non è riuscito, per lentezze, a partecipare, nonostante le giuste insistenze del Consigliere Arch. Bertani. Bando che “Villa D’Adda Borromeo” avrebbe potuto utilizzare per i primi restauri d’urgenza e quasi certamente avrebbe “vinto”. Antonio Mansueto
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