Sunday, January 6, 2008

Le prime tragiche esperienze nei concerti dal vivo

All’inizio degli anni ‘70 De André fece le sue prime esperienze negli spettacoli dal vivo. Lavoratore instancabile e al limite del perfezionismo in studio, Fabrizio non riusciva invece ad esibirsi in pubblico. Il suo timore innanzitutto era dovuto al suo problema all’occhio destro, leggermente più chiuso del sinistro, ma anche dalla precedente brutta esperienza televisiva in cui si era dimenticato le parole di una sua canzone e aveva dovuto cantarla in playback. Nel 2006 Francesco Guccini, ospite all’Università di Lettere a Genova, ha ricordato di quando si incontrarono, per via di amici comuni, sulle colline bolognesi e del fatto che Fabrizio, alla richiesta di suonare una sua canzone, avesse preteso di poter cantare con le luci spente. E’ un atteggiamento questo che ricorda le prime esperienze di Leonard Cohen che incise il suo primo album musicale in uno studio a luci spente e con uno specchio davanti per ricreare l’ambiente della sua camera da letto. La sua casa di produzione discografica cominciò a fare delle grosse pressioni perché Fabrizio iniziasse un tour di concerti per l’Italia. Il cantautore - come in seguito ha raccontato all’amico Cesare Romana - si presentò davanti al suo discografico sparando una richiesta di compenso esagerata, sperando di ottenere un netto rifiuto. Ma il produttore accettò senza battere ciglio. In questo modo Fabrizio fu costretto ad affrontare le sue paure da palcoscenico, paure che superò solo con gli anni, suonando e cantando sempre nella penombra e con molto whiskey in corpo. Nel 1973 uscì Storia di un impiegato, l’ultimo dei quattro concept album ispirato agli avvenimenti del Maggio francese e alla contestazione giovanile del’68. È uno degli album più controversi del cantautore. Anche qui risulta importantissima la collaborazione con Giuseppe Bentivoglio e con il compositore Nicola Piovani.
Posted by arianna.pinton in 22:26:43
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