In onore del santo Sepolcro
Il convento di Camuzzago era affidato ai frati del Santo Sepolcro. I monaci, oltre agli obblighi della vita in comune e della preghiera, avevano anche quello dell’assistenza ai pellegrini diretti in Terra Santa che, sin dai tempi più antichi, aveva attirato schiere di persone desiderose di ripercorrere i luoghi in cui Cristo era vissuto e visitare il Santo Sepolcro. Chi vi si recava era chiamato “palmiere” perché portava, al ritorno, la palma di Gerico.
L’abbigliamento tipico del pellegrino medievale era cappello a larghe tese, bastone, “il bordone”, con la zucca vuota per contenere l’acqua. Prima di partire partecipava a un rito di vestizione: gli indumenti venivano solennemente benedetti davanti all’altare prima di essergli consegnati. I pellegrini viaggiavano a piedi percorrendo giornalmente trenta, quaranta chilometri al giorno in pianura; venti, trenta in zone montuose.
Per tutto il Medio Evo il convento fu uno dei più fiorenti della zona. “Quivi sotto l’anno 1256 vi era un monastero, e la sua chiesa chiamavasi del Santo Sepolcro, secondo ciò che ha registrato Gottofredo da Bussero circa l’anno 1288, il quale narra altresì che vi fosse un altare dedicato a sant’Andrea. Il padre Pucinelli chiama questo monastero priorato del Santo Sepolcro, e lo dice eretto ed abitato da monaci di san Benedetto del color rosso, portanti la croce nello scapulare”.
Cascina Camuzzago, via per Camuzzago. Il complesso non è più vísitabile ed è oggetto di una prossima riqualificazione. Info: www.comune.bellusco.mi.it