Tuesday, September 30, 2008

Intervista ad Angelo Marchesi

«Siamo seduti su un piccolo tesoro di cui ancora non abbiamo capito cosa farne». Sono parole di Angelo Marchesi, appassionato dirigente del settore cultura di Vimercate, dove nacque la manifestazione nel 2000, anno in cui l’amministrazione acquistò Villa Sottocasa. «Subito capimmo che per valorizzarla era indispensabile che entrasse in un circuito e nel 2003 aprimmo sei siti che attirarono 5mila persone in un giorno. Fu un caos, ma il successo fece capire che bisognava coordinare le aperture. Nel 2004 proponemmo anche degli itinerari e fu un successo con 3100 visitatori. Nel 2005 estendemmo l’iniziativa al Vimercatese, aprendo 18 siti e richiamando 4200 visitatori. I risultati ci spinseso ad allargare il numero dei Comuni nel 2006 e raggiungemmo i 6145 visitatori paganti. L’organizzazione era però diventata troppo grossa e così nacque il rapporto con la provincia di Monza e Brianza. Dall’anno scorso Vimercate coordina l’evento con l’aiuto di collaboratori straordinari come Gian Enrico Salvoldi, occupandosi di realizzare, stampare e consegnare il materiale pubblicitario e distribuendolo agli altri Comuni, cui è demandato l’incarico di organizzare le visite guidate con l’aiuto di volontari e guide».

Ville Aperte ha raggiunto l’obiettivo di far spostare i brianzoli da un Comune all’altro per le visite e ogni anno attira sempre più visitatori anche da fuori regione. 

«Il pubblico c’è ed è disposto a fare un viaggio anche di un’ora, pagare l’ingresso, fermarsi a mangiare qualcosa. Bisogna imparare a veicolarlo non solo per un’iniziativa spot».

Sono centinaia i giovani che lavoreranno un giorno solo come guide. «Per cento euro lordi al giorno stanno lavorando da tre mesi: sono tutti ragazzi preparati, spesso costretti a fare gli impiegati anche se laureati in archeologia e storia dell’arte. E’ la cosa che più mi fa male».

Arianna Pinton


Posted by arianna.pinton in 21:45:25
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