Tuesday, September 30, 2008

Intervista all’architetto Claudio Bertani

Il mestiere del “restauratore” di ville storiche. Claudio Bertani, il cui studio d’architettura a Monza si affaccia sul Duomo di Teodelinda, ha realizzato il progetto di recupero e restauro della seicentesca Villa Arconati e del borgo di Castellazzo di Bollate. «Giovedì è arrivata la notizia dell’autorizzazione da parte della Direzione regionale del Ministero ai lavori del primo lotto, che prevedono l’intervento su tre-quattromila metri quadrati. Il progetto si svilupperà in più fasi, che vanno dal restauro della villa e del giardino alla riqualificazione del borgo. Le planimetrie interessate dai lavori coprono circa 9mila metri quadrati solo per la villa e i corpi annessi». 

Qual è la “filosofia che sottende a progetti di recupero delle ville di delizia?

«Il problema di fondo è la destinazione d’uso. Queste dimore spesso sono spogliate di arredi e opere d’arte e non possono diventare museo di se stesse, se non in piccola parte: Villa Arconati avrà un salone detto “museo”. Per ogni villa bisogna trovare un uso che consenta, a restauro ultimato, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Per questo gli unici acquirenti sono i Comuni o privati “particolari”, che desiderano il restauro per un puro “piacere”, non per guadagno. In queste complesse operazioni non si recuperano mai i capitali spesi per acquisizione della dimora e restauro. E’ quindi fondamentale che le ville recuperate si auto mantengano finanziariamente».

Bisogna avere una visione internazionale del loro uso?

«Sì, per esempio Villa Arconati sarà un centro meeting per convegni con foresteria. Il borgo di residenza contadina sarà trasformato in albergo. Puntiamo al recupero del bene nella sua interezza architettonica, territoriale e ambientale, restituendogli gli splendori originali nel pieno rispetto delle sue caratteristiche, scongiurando abbandono e degrado».

Arianna Pinton

Nel parco ripianteremo alberi autoctoni e la vite: acquisirà un valore didattico importante per attivare progetti con le scuole. Il complesso è di proprietà di un gruppo immobiliare, ma è fondamentale progettarne la sostenibilità economica. Nel futuro si pensa quindi al ristorante con giardino, al book shop, al centro congressi, spazi per mostre, feste, concerti, matrimoni civili e religiosi che apriranno i cancelli della villa ai bollatesi. Contiamo sui numerosi visitatori provenienti da Milano e dai comuni limitrofi, e sui tanti turisti, che costituiranno un indotto della Fiera di Rho-Pero”. 

Ridare al borgo volto, funzioni e vita, senza rinnegare la sua storia e la sua anima: da queste suggestioni nasce l’idea della Cascina del gusto e dei bambini, un luogo capace di stimolare il mondo scolastico e la collettività sui temi dell’agro-alimentare. 

“Altri 13mila metri quadrati di superficie disegnano oggi il borgo e domani saranno completamente ridestinati a funzioni pienamente compatibili. Puntiamo al recupero e alla conservazione del bene nella sua interezza architettonica, monumentale, territoriale e ambientale, restituendogli con un restauro attento gli splendori originali nel pieno rispetto delle sue caratteristiche tipologiche e morfologiche, scongiurando l’abbandono e il degrado. Vogliamo restituire al territorio un centro di qualità capace di essere luogo di cultura ma anche di servizio, attraverso il rapporto con le realtà di nuova collocazione, quali la fiera e la futura sede Rai. Sarà la porta sud del Parco delle Groane ed elemento connettivo tra i mondi dell’economia, della cultura e della tradizione agricola con attività compatibili e di positiva ricaduta nell’ambito del territorio”. E’ un progetto ascoltato con attenzione anche dagli Amici di Castellazzo, che lo ritengono una base su cui è possibile aprire un dialogo per affrontare al meglio la rinascita di questo territorio. Perché l’attenzione deve essere rivolta all’intero complesso, immobili e terreni: per salvaguardare il borgo con tutta la sua storia. 

Arianna Pinton

Posted by arianna.pinton in 21:46:37
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