Le prospettive future. Intervista a Angelo Marchesi
«E’ andata alla grande e il tempo è stato fantastico: ha partecipato tanta gente e tutto è andato liscio, senza intoppi» commenta soddisfatto Angelo Marchesi, dirigente dell’Area cultura del Comune di Vimercate, vera anima di Ville aperte.
Quali scenari si aprono per la prossima edizione della manifestazione?
«Nel 2009 si terranno le elezioni della nuova provincia e non si sa chi sarà eletto. Noi abbiamo lavorato benissimo con Gigi Ponti e speriamo che lo stesso valga per chi sarà chiamato a governare».
Per un giorno solo 57 tra ville e luoghi storici hanno aperto i battenti. E’ questo che la gente desidera o vorrebbe avere più opportunità durante l’anno per visitare il patrimonio della Brianza?
«La gente chiede che le ville siano aperte più spesso. Tipo che ci sia la possibilità di visite guidate il primo sabato di ogni mese o comunque aperture più costanti durante l’anno. Questo è l’obiettivo e già si potrebbe cominciare a seguire questa strada riunendo e coinvolgendo le amministrazioni comunali che già lo fanno: penso a Cesano Maderno, Desio, Monza, Vimercate. Bastano quattro Comuni convinti per partire, ovviamente supportati da una campagna stampa coordinata e da un unico valido sito internet. Gli altri potrebbero aderire in seguito».
Mai come quest’anno alla manifestazione Ville aperte in Brianza ha aderito un numero così importante di dimore storiche. La maggior parte sono di proprietà pubblica ma le altre sono private. Qual è la differenza tra i due tipi di proprietà?
«Le dimore storiche costano tanto: non solo come acquisizione ed eventuale, ma sempre necessario, restauro. Costa moltissimo anche mantenerle: la manutenzione ordinaria e straordinaria è quasi un pozzo senza fondo. I privati che acquistano queste ville o che le hanno ereditate e decidono di salvaguardarle investendo in esse parecchio denaro lo fa per amore, perché ci credono, non certo per guadagno. Penso a Villa Trivulzio di Agrate Brianza: il costo per comprarla e restaurarla non sarà mai ripagato dall’albergo che oggi ospita. Penso anche al vecchio architetto Borromeo, proprietario del meraviglioso Casino di Caccia di Oreno di Vimercate. Una volta ha detto: “Sappiamo che è un’eredità nostra, ma siamo consapevoli che è anche del mondo intero. Abbiamo avuto il dono di possederla, ma è nostro dovere consegnarla intatta alle nuove generazioni”. Questo mi fa spendere una parola di ringraziamento anche nei confronti di tanti preti e parrocchie che hanno aderito alla manifestazione e che si occupano da sempre di reperire i fondi necessari ai restauri, alle messe in sicurezza e così via. Gente fantastica».
Oltre alle idee per la riuscita della manifestazione ci vuole una squadra ben affiatata.
«Senza il meraviglioso staff che lavora con me non sarei andato da nessuna parte. E’ poi uno spettacolo lavorare con tante persone che hanno competenze, passione, voglia di fare per realizzare un progetto comune e duraturo. Tutti questi nostri giovani vanno valorizzati, soprattutto pensando che il pubblico che visita le ville è composto anch’esso da giovani dai venti venticinque anni in su a dimostrazione che stiamo andando nella direzione giusta».
Arianna Pinton
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