Le prospettive future. Intervista a Gigi Ponti
Commenta così Gigi Ponti, assessore all’attuazione della provincia di Monza e Brianza, il successo di partecipazione e coinvolgimento dei Comuni: «Ville Aperte è un vero e proprio evento per la Brianza. Le ville storiche costituiscono un patrimonio di valore che contribuisce a costruire una rete culturale inedita per il territorio della nuova provincia».
La prossima primavera si svolgeranno le elezioni e vi saranno inevitabili cambiamenti. Qual è l’eredità per chi sarà chiamato a governare la nuova provincia?
«Tutte le iniziative come questa che riscuotono grande attenzione da parte dei cittadini vanno portate avanti. Quindi sono convinto che anche Ville aperte non sarà accantonata, anzi. In questi anni abbiamo lavorato proprio per fare in modo di preparare una “dote” organizzativa che funzioni bene anche in futuro e a ciò abbiamo destinato importanti risorse che resteranno a disposizione di tutti. Inoltre c’è il tema dei distretti culturali evoluti, pensati allo scopo di competere per l’innovazione, la crescita e l’occupazione, che hanno durata pluriennale e che quindi proseguiranno anche nella prossima amministrazione provinciale almeno per due anni, in modo da garantire un po’ di continuità. I cittadini devono comunque essere attenti e valutare bene, perché la riunione in una provincia nuova porterà cambiamenti, anche se credo che saranno certamente in senso positivo».
Quest’anno la manifestazione ha registrato un nuovo incremento di visitatori e un coinvolgimento crescente dei Comuni che hanno aderito. Come si potrebbe trasformare il successo di un’unica giornata in un indotto turistico costante, esteso a tutto l’anno?
«Ville aperte è l’occasione principale per accendere tutte le luci della ribalta sull’intero patrimonio di dimore storiche. Poi durante l’anno organizziamo altre manifestazioni che via via coinvolgono alcune ville. Mi riferisco in particolare a Notturni in Villa, rassegna che propone momenti di danza, musica, teatro in quattro o sei diversi parchi o giardini storici e che hanno già attirato migliaia di spettatori proprio grazie anche al fascino delle ambientazioni. Esistono poi iniziative culturali di sistema, come il percorso barocco e quello neoclassico, che mettono in relazione il patrimonio della provincia altrimenti disseminato e isolato in numerosi Comuni. L’obiettivo è di riuscire a far percepire questa area di sistema perché puntiamo, anche se ci vorrà tempo, a un sistema turistico efficiente della Brianza. A questo proposito lavoriamo costantemente e un esempio è la costituzione di una I.a.t. (Informazioni e accoglienza turistica n.d.r.) proprio nel cuore di Monza».
Le cose di cui è più soddisfatto di Ville Aperte?
«Ho apprezzato moltissimo vedere quanta gente si sia spostata per visitare le dimore. Gente di Cesano era a Vimercate e amici di Monza erano a Giussano e Nova Milanese. Questo è uno degli obiettivi: far muovere la gente per conoscere e apprezzare il patrimonio. E poi l’organizzazione: l’ottimo staff di persone che ha lavorato un anno intero alla preparazione di questa giornata e la meravigliosa partecipazione di tanti volontari appassionati e giovani guide».
Arianna Pinton
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