Rotating Tower, il grattacielo che cambia forma è made in Italy
Saranno Dubai e Mosca le prime città a ospitare la rivoluzionaria torre dinamica progettata dall’architetto fiorentino David Fisher. I due progetti nati a Firenze e presentati a New York sono considerati le nuove icone del futuro
Intervista pubblicata sul n. 4 di CONFAPI MAGAZINE, rivista trimestrale, direttore Daniele Garavaglia
La Rotating Tower ha caratteristiche che la rendono assolutamente unica dal punto di vista architettonico, ingegneristico, costruttivo ed energetico. E’ il primo edificio al mondo che cambia forma, è il primo ad essere prodotto in fabbrica, è l’unico autosufficiente dal punto di vista energetico. Infatti il grattacielo, attraverso le turbine eoliche posizionate tra i piani, produrrà un’energia sufficiente per i propri consumi e per altri edifici vicini. La costruzione delle Rotating Towers richiederà l’impiego di soli 90 tecnici in cantiere al posto delle 2000 necessarie per una costruzione tradizionale delle stesse dimensioni. La Rotating Tower Dubai Development Ltd ha aperto le liste di prenotazione per la prima torre dinamica a Dubai, che avrà ottanta piani e sarà alta 420 metri. Gli appartamenti, di notevole prestigio, partiranno da una superficie minima di 124 metri quadrati, alle ville di 1200 metri quadrati, dotate di un parcheggio al piano. La seconda torre dinamica sarà costruita a Mosca, per diventare la nuova icona della capitale russa. Questo grattacielo, commissionato dalla Mirax, avrà inizio nei prossimi mesi e sarà completata entro il 2010. Altre torri dinamiche saranno costruite in diverse città del mondo: a New York è prevista la terza. Numerose le richieste da parte di investitori, autorità pubbliche e governi per costruire le Rotating Towers nei loro paesi, quali Italia, Francia, Germania, Svizzera, Corea e Canada. Anche Letizia Moratti, sindaco di Milano, dopo averne visto un’animazione al computer, se n’è innamorata al punto da proporlo come simbolo dell’Expo. Per il momento, però, si è ancora nella fase preliminare. Il progetto, già di risonanza mondiale, è riconosciuto come un made in Italy per eccellenza. Ne abbiamo parlato con l’ideatore, David Fisher.
Che cosa le ha ispirato l’idea per questo grattacielo rivoluzionario?
«Ho sempre desiderato progettare edifici che cambino la vita, che siano adattabili alla vita. La scintilla è scattata durante una visita in un appartamento con doppia vista su Manhattan. Ho pensato: “Perché non si può vedere l’intero panorama?”. Quando sono rientrato a Firenze ho progettato l’intero piano girevole».
Cos’è il “metodo Fisher”?
«Ogni piano ruota indipendente dall’altro, creando un edificio dalle forme sempre diverse. La grande innovazione, dal punto di vista industriale, consiste nel fatto che è il primo edificio realizzato quasi interamente in fabbrica. Il “metodo Fisher” rivoluzionerà il mondo delle costruzioni, permettendo di migliorare la qualità dell’edificio, ridurre i tempi di realizzazione e ottenere il risparmio del costo dell’edilizia. Questo metodo offrirà la possibilità di costruire case su misura».
E i tempi di costruzione?
«Saranno più brevi: un piano in sette giorni invece di tre settimane come nei cantieri tradizionali, con notevoli risparmi economici».
Sarà autosufficiente dal punto di vista energetico?
«Sarà il primo edificio della storia ad essere completamente autosufficiente sfruttando l’energia eolica e solare. La torre dinamica è rispettosa dell’ambiente data la sua capacità di generare elettricità sia per i propri fabbisogni sia per altri. Questo è possibile grazie alle turbine eoliche situate tra i piani. Un grattacielo di 80 piani, che avrà 79 turbine, unite ai pannelli solari, diventerà una vera e propria centrale di energia verde. Combinando movimento, energia verde ed efficienza nel processo di costruzione, la torre dinamica cambierà l’architettura attuale, dando vita a una nuova corrente del Vivere dinamico».
Gli Edifici dinamici determineranno una nuova concezione di architettura?
«Cambierà non solo l’aspetto delle città, ma anche l’idea stessa di modernità, oltre che il rapporto tra edifici e chi vi abita, e tra edifici e ambiente che li ospita. Mantenendo una struttura architettonica unica e sempre in evoluzione, il grattacielo offre infinite soluzioni: ogni piano ruota indipendente dall’altro, creando un edificio dalle forme infinite e sempre diverse. La possibilità di orientare il proprio spazio secondo i momenti della giornata, in relazione alle stagioni, o semplicemente al proprio piacere, segna la vera novità progettuale che, insieme a un’estetica mutevole e sempre nuova, ne definisce l’unicità. Alle tre dimensioni tradizionali, se ne aggiunge una quarta: il tempo».
I grattacieli sono realizzati in fabbrica.
«Sì, la Torre girevole è il primo edificio realizzato in fabbrica, tramite moduli pre-assemblati. Ciò offre tutti i vantaggi della produzione industriale e permette di risparmiare energia e ridurre tempi e costi di costruzione. Oggi qualsiasi prodotto è il risultato di un processo industriale e può essere trasportato ovunque nel mondo. Produciamo automobili e treni, computer e vestiti in luoghi scelti per la disponibilità di materiali, per la capacità tecnologica, per il costo del lavoro, per l’efficienza e altri fattori che fanno dei prodotti una combinazione di costo e qualità. Sorprende il fatto che il settore dominante dell’economia mondiale, il mercato immobiliare e l’edilizia, sia quello rimasto più indietro. L’Architettura dinamica consente la produzione in fabbrica di qualsiasi soluzione progettuale, anche di edifici composti da elementi pre-assemblati e pronti per essere installati in loco».
Quali innovazioni hanno reso possibile una soluzione così ardita?
«Tutte le innovazioni più moderne della tecnologia, che non hanno mai attraversato la strada nel settore dell’edilizia, che è rimasta letteralmente all’età della pietra. Basta, per esempio, applicare le più moderne tecnologie del settore aeronautico per progettare un edificio innovativo».
Qual è il contenuto di “italianità” nel progetto?
«I progettisti sono tutti italiani. Il grattacielo è concettualmente e come design interamente italiano. La tecnologia è però statunitense, tedesca e olandese».
Sarà in Italia lo stabilimento per costruire i moduli prefabbricati?
«Sì, in Puglia. Le “unità” saranno finite completamente in fabbrica, attrezzate di tutte le condutture idrauliche ed elettriche, rifinite dal pavimento al soffitto, già dotate di bagni, cucine, illuminazione e altri elementi d’arredo. Sul posto vengono solo agganciate l’una all’altra meccanicamente, consentendo di realizzare un intero edificio in tempi molto brevi. Un’altra caratteristica sarà la facilità di manutenzione, essendo le parti facilmente ispezionabili, e quindi riparabili. Tali edifici potranno quindi avere un lungo periodo di vita, molto più lungo di quelli tradizionali. Le turbine eoliche sono attualmente in fase di sviluppo nell’impianto della Rotating Tower Technology in Italia, per essere poi installate nelle future torri ruotanti. Cellule fotovoltaiche saranno inoltre installate sul tetto di ogni piano ruotante. In un edificio di 80 piani avremo, quindi, 80 tetti. Convettori solari saranno usati per il condizionamento dell’aria».
Ci sono opportunità per le piccole e medie imprese italiane più innovative di partecipare al progetto come fornitori di soluzioni tecnologiche avanzate?
«In Italia ci sono moltissime aziende, soprattutto piccole e medie, che progettano tecnologie che non esistono da altre parti del mondo. Nel futuro vorrei proprio riuscire a coinvolgere queste aziende, perché credo molto nelle potenzialità italiane».
Lei è italiano d’adozione. E’ stata una scelta?
«Sono italiano di adozione da tanti anni, avendo studiato all’Università di Firenze. Ho deciso di stabilirmi qui perché amo l’Italia, nonostante io provenga da Isreale, un Paese che ha tutte le carte in regola per essere competitivo dal punto di vista ingegneristico e progettuale. Adesso sento il dovere di restituire all’Italia quello che mi ha dato in tutti questi anni e porterò lustro a questo meraviglioso Paese».
L’architetto David Fisher ha iniziato la sua carriera a Firenze, città emblema del Rinascimento italiano. 58 anni, è nato a Tel Aviv ma, dopo la laurea con lode in Architettura a Firenze, ha insegnato Architettura nella facoltà di ingegneria. Negli ultimi 30 anni ha focalizzato la sua attività sulla progettazione di edifici con una particolare relazione con la natura. Si è anche occupato di restauro di monumenti antichi e progettazione di edifici pubblici.
A sua firma è il progetto Leonardo da Vinci Smart Bathroom per la costruzione e l’installazione di bagni pre-assemblati in alberghi e appartamenti di lusso. Questo è considerato il primo approccio “meccanico” alla costruzione civile, essendo l’unico sistema esistente integrato di bagni prodotti in fabbrica.
Nella sua carriera ha avuto un’esperienza di 360 gradi nel mondo della costruzione: da insegnante a progettista, dalla preparazione di studi di fattibilità al finanziamento di grandi progetti, dal project management al mercato immobiliare, dal design di prodotti, alla costruzione e sviluppo di grandi impianti industriali.
L’idea di dare movimento agli edifici è una risposta filosofica alla vita che cambia così in fretta. Secondo Fisher, il tempo è la dimensione più importante della vita poiché strettamente legata alla relatività.
you rock my world!!!