Wednesday, October 1, 2008

Top ten delle dieci ville più visitate

PRIMA 

Monza, Villa Reale, Sec. XVIII-XIX, progettata dal 1769 da Giuseppe Piermarini, commissionata dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria come residenza di campagna per il figlio Ferdinando. La visita si è svolta al primo piano nobile di 1400 mq di superficie e alla Cappella di corte dedicata all’Immacolata decorata con stucchi.

SECONDA 

Oreno di Vimercate, Villa Gallarati Scotti, Sec. XVII-XIX, riaperta dopo i recenti restauri è un’imponente villa neoclassica progettata da Simone Cantoni. Per la prima volta è stato possibile visitare sale affrescate del corpo nobile, lo splendido parco all’inglese e il tempietto. Visitata da 1148 persone.

TERZA 

Giussano, Villa Boffi, Sec. XIX, villa nobiliare neoclassica privata, della famiglia Boffi. E’ caratterizzata da un’alta torre di avvistamento. Conserva sale riccamente affrescate e un’imponente scala. Visitata da 1079 persone.

QUARTA 

Triuggio, Villa Taverna, Sec. XII-XVIII, superba villa vicino alle rive del Lambro a Canonica. Ha una facciata principale con l’ingresso caratterizzato da maestosa cancellata con statue settecentesche rococò. Il giardino all’italiana e alcuni saloni sono stati recentemente restaurati. Visitata da 981 persone.  

QUINTA 

Vimercate, Villa Sottocasa, Sec. XVIII-XIX, ha dato vita al percorso tra arte, natura e delizie. Per la prima volta è stato possibile visitare la pala d’altare del Legnanino recentemente restaurata, oltre alla limonaia, teatrino e le sale da pranzo. Non ultimo il suggestivo parco privato. Visitata da 981 persone.  

SESTA

Agrate Brianza, Villa Trivulzio, Sec. XVI-XVIII, splendida villa di delizia immersa in uno dei giardini più suggestivi della Brianza. Nel Cinquecento apparteneva ai Principi Trivulzio. Nel Settecento l’architetto Giovanni Ruggeri la riprogettò nelle attuali forme architettoniche. Visitata da 626 persone.

SETTIMA 

Arcore, Villa d’Adda Borromeo, Sec. XVIII-XIX, detta La Montagnola, sorge su una piccola collina immersa in uno splendido parco. Costruita a metà del Settecento per volere di Ferdinando d’Adda, fu trasformata in forme barocchette dagli architetti Balzaretti e Alemagna. E’ in cattivo stato. Visitata da 592 persone.

l’ottava 230; 

Desio, Villa Cusani Tittoni Traversi Lampugnani, Sec. XVIII-XIX, è una monumentale dimora patrizia. Già trasformata dal Piermarini, deve le sue forme attuali ottocentesche all’architetto Pelagio Pelagi. Visitata da 581 persone.

NONA 

Vimercate, Palazzo Trotti, Sec. XVII-XVIII, antica residenza dei feudatari, oggi sede comunale, conserva sale affrescate attorno al 1750 dal pittore G.A. Orelli con soggetti mitologici. Originali i camini, gli antichi arredi e ritratti di famiglia che impreziosiscono gli ambienti. Visitato da 509 persone.

DECIMA

Monticello Brianza, Villa Greppi, Sec. XVIII-XX, villa padronale di origine settecentesca, acquistata dai Greppi nel 1811 e trasformata in residenza estiva. Conserva saloni riccamente decorati e la biblioteca. Vanta un giardino all’italiana e uno paesaggistico all’inglese. Visitata da 492 persone.

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Grandioso successo di partecipazione per Ville Aperte in Brianza 2008

E’ stato un vero trionfo. Complice una straordinaria giornata illuminata da un caldo sole, domenica scorsa ha registrato un successo di partecipazione l’edizione 2008 di Ville Aperte in Brianza, la manifestazione organizzata nella nuova provincia di Monza e Brianza in occasione delle Giornate europee del patrimonio. Nonostante la concomitanza con siti aperti per l’occasione in tutta Italia, il nostro territorio ha attirato migliaia di persone, anche da fuori provincia e regione.

Sono i numeri a parlare chiaro: quest’anno sono intervenuti oltre 16mila visitatori, con 3600 persone paganti in più rispetto all’edizione del 2007. A fare la parte del leone è stata la Villa Reale di Monza, che ha proposto la visita agli appartamenti reali appena restaurati: i 1300 posti a disposizione sono stati esauriti già nelle prime giornate di prenotazioni, tanto che il Comune ha deciso di proseguire l’iniziativa per altre due giornate. Anche Villa Greppi di Monticello Brianza ha indetto un’altra data di apertura fissata per domenica prossima, il 5 ottobre.

Tra i luoghi che hanno registrato il record di presenze spicca la neo restaurata Villa Gallarati Scotti di Oreno di Vimercate, che detiene il record di visitatori a un sito nuovo: è stata infatti vista da 1063 persone. Seconda nella classifica delle new entry è Villa Boffi di Giussano con 1060 visitatori. Grande entusiasmo anche per Villa Taverna a Canonica di Triuggio, terza nella classifica dei siti aperti quest’anno, che ha contato 908 visitatori. Notevole anche l’afflusso a Villa Mirabello nel cuore del parco di Monza, anch’essa aperta al suo debutto, che ha accolto nelle sue sale circa 400 persone.

La sesta edizione ha coinvolto 27 Comuni per un’offerta complessiva di 57 luoghi visitabili, di cui 42 con visite guidate. Tra questi hanno aderito anche alcune chiese e conventi grazie ai tanti sacerdoti sensibili all’arte. Per l’occasione sono stati organizzati 41 eventi collaterali, e complessivamente sono state 300 le persone coinvolte nell’organizzazione, di cui 100 guide turistiche.

A commentare la soddisfazione delle pubbliche amministrazioni coinvolte per il tutto esaurito è Gigi Ponti, assessore all’attuazione della provincia di Monza e Brianza: «Le presenze di domenica parlano di un successo straordinario per la nuova provincia di Monza e Brianza: 14mila visitatori hanno ri-scoperto la Brianza, che non è solo un luogo di lavoro, di fabbriche, di imprenditori, ma è anche una terra bella, preziosa e prestigiosa che sa far splendere i propri gioielli fondendo arte, natura e cultura».

A giudicare dai numeri non solo la manifestazione è riuscita a trasmettere il messaggio, ma ha anche centrato l’obiettivo di convincere il pubblico a considerarla un appuntamento tradizionale. Se infatti le nuove aperture hanno fatto la differenza rispetto all’anno scorso in termini di incrementi percentuali assoluti, i dati relativi parlano anche di un numero consolidato di visitatori nei siti già presenti nelle scorse edizioni. A conferma che l’iniziativa ha ormai un proprio pubblico affezionato giovane tra i 25-40 anni.

Arianna Pinton


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Tuesday, September 30, 2008

Intervista all’architetto Claudio Bertani

Il mestiere del “restauratore” di ville storiche. Claudio Bertani, il cui studio d’architettura a Monza si affaccia sul Duomo di Teodelinda, ha realizzato il progetto di recupero e restauro della seicentesca Villa Arconati e del borgo di Castellazzo di Bollate. «Giovedì è arrivata la notizia dell’autorizzazione da parte della Direzione regionale del Ministero ai lavori del primo lotto, che prevedono l’intervento su tre-quattromila metri quadrati. Il progetto si svilupperà in più fasi, che vanno dal restauro della villa e del giardino alla riqualificazione del borgo. Le planimetrie interessate dai lavori coprono circa 9mila metri quadrati solo per la villa e i corpi annessi». 

Qual è la “filosofia che sottende a progetti di recupero delle ville di delizia?

«Il problema di fondo è la destinazione d’uso. Queste dimore spesso sono spogliate di arredi e opere d’arte e non possono diventare museo di se stesse, se non in piccola parte: Villa Arconati avrà un salone detto “museo”. Per ogni villa bisogna trovare un uso che consenta, a restauro ultimato, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Per questo gli unici acquirenti sono i Comuni o privati “particolari”, che desiderano il restauro per un puro “piacere”, non per guadagno. In queste complesse operazioni non si recuperano mai i capitali spesi per acquisizione della dimora e restauro. E’ quindi fondamentale che le ville recuperate si auto mantengano finanziariamente».

Bisogna avere una visione internazionale del loro uso?

«Sì, per esempio Villa Arconati sarà un centro meeting per convegni con foresteria. Il borgo di residenza contadina sarà trasformato in albergo. Puntiamo al recupero del bene nella sua interezza architettonica, territoriale e ambientale, restituendogli gli splendori originali nel pieno rispetto delle sue caratteristiche, scongiurando abbandono e degrado».

Arianna Pinton

Nel parco ripianteremo alberi autoctoni e la vite: acquisirà un valore didattico importante per attivare progetti con le scuole. Il complesso è di proprietà di un gruppo immobiliare, ma è fondamentale progettarne la sostenibilità economica. Nel futuro si pensa quindi al ristorante con giardino, al book shop, al centro congressi, spazi per mostre, feste, concerti, matrimoni civili e religiosi che apriranno i cancelli della villa ai bollatesi. Contiamo sui numerosi visitatori provenienti da Milano e dai comuni limitrofi, e sui tanti turisti, che costituiranno un indotto della Fiera di Rho-Pero”. 

Ridare al borgo volto, funzioni e vita, senza rinnegare la sua storia e la sua anima: da queste suggestioni nasce l’idea della Cascina del gusto e dei bambini, un luogo capace di stimolare il mondo scolastico e la collettività sui temi dell’agro-alimentare. 

“Altri 13mila metri quadrati di superficie disegnano oggi il borgo e domani saranno completamente ridestinati a funzioni pienamente compatibili. Puntiamo al recupero e alla conservazione del bene nella sua interezza architettonica, monumentale, territoriale e ambientale, restituendogli con un restauro attento gli splendori originali nel pieno rispetto delle sue caratteristiche tipologiche e morfologiche, scongiurando l’abbandono e il degrado. Vogliamo restituire al territorio un centro di qualità capace di essere luogo di cultura ma anche di servizio, attraverso il rapporto con le realtà di nuova collocazione, quali la fiera e la futura sede Rai. Sarà la porta sud del Parco delle Groane ed elemento connettivo tra i mondi dell’economia, della cultura e della tradizione agricola con attività compatibili e di positiva ricaduta nell’ambito del territorio”. E’ un progetto ascoltato con attenzione anche dagli Amici di Castellazzo, che lo ritengono una base su cui è possibile aprire un dialogo per affrontare al meglio la rinascita di questo territorio. Perché l’attenzione deve essere rivolta all’intero complesso, immobili e terreni: per salvaguardare il borgo con tutta la sua storia. 

Arianna Pinton

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Intervista ad Angelo Marchesi

«Siamo seduti su un piccolo tesoro di cui ancora non abbiamo capito cosa farne». Sono parole di Angelo Marchesi, appassionato dirigente del settore cultura di Vimercate, dove nacque la manifestazione nel 2000, anno in cui l’amministrazione acquistò Villa Sottocasa. «Subito capimmo che per valorizzarla era indispensabile che entrasse in un circuito e nel 2003 aprimmo sei siti che attirarono 5mila persone in un giorno. Fu un caos, ma il successo fece capire che bisognava coordinare le aperture. Nel 2004 proponemmo anche degli itinerari e fu un successo con 3100 visitatori. Nel 2005 estendemmo l’iniziativa al Vimercatese, aprendo 18 siti e richiamando 4200 visitatori. I risultati ci spinseso ad allargare il numero dei Comuni nel 2006 e raggiungemmo i 6145 visitatori paganti. L’organizzazione era però diventata troppo grossa e così nacque il rapporto con la provincia di Monza e Brianza. Dall’anno scorso Vimercate coordina l’evento con l’aiuto di collaboratori straordinari come Gian Enrico Salvoldi, occupandosi di realizzare, stampare e consegnare il materiale pubblicitario e distribuendolo agli altri Comuni, cui è demandato l’incarico di organizzare le visite guidate con l’aiuto di volontari e guide».

Ville Aperte ha raggiunto l’obiettivo di far spostare i brianzoli da un Comune all’altro per le visite e ogni anno attira sempre più visitatori anche da fuori regione. 

«Il pubblico c’è ed è disposto a fare un viaggio anche di un’ora, pagare l’ingresso, fermarsi a mangiare qualcosa. Bisogna imparare a veicolarlo non solo per un’iniziativa spot».

Sono centinaia i giovani che lavoreranno un giorno solo come guide. «Per cento euro lordi al giorno stanno lavorando da tre mesi: sono tutti ragazzi preparati, spesso costretti a fare gli impiegati anche se laureati in archeologia e storia dell’arte. E’ la cosa che più mi fa male».

Arianna Pinton


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Ville aperte in Brianza 2008

Grazie a Ville Aperte il 5 ottobre sarà una giornata interamente dedicata alla ri-scoperta di un patrimonio artistico sorprendente, spesso ancora troppo poco conosciuto, della nuova provincia di Monza e Brianza. Un patrimonio che potrebbe fare da volano al turismo ed è rimasto a testimoniare i secoli in cui l’aristocrazia milanese sceglieva la Brianza come luogo di villeggiatura e da cui spesso amministrava le proprie tenute agricole. Alcune delle “dimore di delizia”, castelli e chiese più affascinanti della Lombardia sono nel nostro territorio. Per nominare solo le più note, Villa Reale a Monza, Villa Borromeo d’Adda ad Arcore, Villa Trivulzio ad Agrate Brianza, il Casino di Caccia Borromeo a Oreno di Vimercate, il Castello da Corte a Bellusco o il Monastero Benedettino di Brugora a Besana in Brianza.

«In questi anni la manifestazione è diventata un evento molto atteso - spiega Gigi Ponti, assessore per l’attuazione della Provincia di Monza e Brianza - un appuntamento imperdibile che riporta alle radici dell’identità della nuova provincia. La partecipazione di oltre dodicimila persone nella scorsa edizione ha confermato il successo di questa manifestazione che, partita da Vimercate, coinvolge oggi ventisette comuni per una proposta culturale di prestigio, che ha ricevuto anche l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica».

Le visite guidate sono a prenotazione obbligatoria, tranne a Caponago, Cavenago Brianza, Concorezzo, Giussano, Limbiate, Meda, Ornago e Usmate Velate. Le prenotazioni telefoniche sono state aperte l’8 settembre e molte segreterie organizzative sono state prese d’assalto. Questa nuova edizione di Ville aperte è arricchita da 41 eventi tra concerti, mostre e degustazioni e vi sono undici siti visitabili in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 57. Tra le novità si segnalano in particolare Villa Mirabello nel parco di Monza, Villa Taverna a Triuggio e Villa Gallarati Scotti a Vimercate, quest’ultima riaperta dopo due anni di accurati restauri.

«Villa Reale – ha commentato Pierfranco Maffè, assessore al Parco e alla Villa Reale - è un complesso architettonico di importanza straordinaria a livello nazionale e internazionale. Un gioiello prezioso legato al resto del panorama artistico lombardo e brianzolo in particolare. Ville Aperte è un’occasione davvero importante per farla conoscere ai monzesi e a tutti gli altri visitatori in attesa del completamento del restauro, che riporterà il complesso piermariniano al suo antico e glorioso splendore. La recente visita del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ha portato all’accordo strategico a Roma in cui si promette finalmente un restauro e un rilancio dell’intero complesso e dei giardini».

Arianna Pinton

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Trovati i soldi per restaurare Villa d’Adda Borromeo?

Secondo indiscrezioni ci sono i soldi per il restauro di Villa d’Adda Borromeo. Pare che l’amministrazione comunale di Arcore, proprietaria della splendida villa inserita un parco aperto al pubblico, recupererà la cifra di due milioni di euro dal Gruppo Devero, proprietario della ex area Falck, in cambio del permesso di massima edificabilità.

Se la maggioranza unita accetterà la proposta - ovvero Forza Italia, Lega e Alleanza nazionale - la cifra basterebbe per dare il via ai lavori del restauro conservativo, recentemente stimati in cinque milioni di euro da una società che si occupa di recuperi architettonici di ville storiche e monumenti religiosi.

Bocche cucite da parte degli assessori alla partita. La cosa certa è che per la prima volta la dimora che fu della famiglia d’Adda prima e dei Borromeo poi ha l’opportunità concreta di essere recuperata, prima che il degrado cui è stata condannata negli ultimi trent’anni non la distrugga completamente.

Per riuscire nell’intento sarebbe necessaria la sinergia di molte persone. Ammesso che la giunta acconsenta alla massima edificabilità dell’area e che in cambio il gruppo costruttore stanzi davvero i due milioni di euro, sorgerebbe il rischio del frazionamento della congrua cifra. Le priorità in Arcore sono molte: il Polo scolastico, il progetto di restyling, la Residenza sanitaria per le persone anziane, la promozione e l’implemento delle attività alle Scuderie che fanno anch’esse parte del complesso di Villa d’Adda Borromeo. In tal caso per la villa comunale resterebbero solo le briciole e non si potrebbe dar vita a un progetto ambizioso di recupero con una destinazione d’uso intelligente, a respiro internazionale, che una volta restaurata le consentirebbe un auto mantenimento finanziario necessario a coprire le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’architetto Claudio Bertani ha da un anno e mezzo la delega al restauro della villa, data dal sindaco Marco Rocchini, mentre da pochi giorni è il vice sindaco Moreno Firmo, nonché assessore all’ambiente, il neo delegato al parco. Le Scuderie sono invece di competenza dell’assessore alla cultura Vittorio Perrella. Uno spezzettamento di responsabilità che talvolta pare rallentare le decisioni da prendere.

Nel frattempo la villa ha partecipato al progetto internazionale Palais, finanziato dalla Comunità europea, che si è concluso lo scorso 6 giugno in Basilicata. «E’ una grande opportunità - è il commento di Bertani - al progetto internazionale hanno partecipato la Lombardia come capofila, assieme a Basilicata, Slovacchia e due regioni greche. L’obiettivo è di valorizzare beni di alto valore storico e artistico attraverso un approccio integrato di azioni di recupero, riuso, gestione e manutenzione, compatibile con la destinazione d’uso e il suo territorio. Lo scopo è che gli esperti del Comitato scientifico creino un software per la fase di applicazione del modello di gestione e nell’individuazione dell’ente gestore per assicurare l’elaborazione di piani economici e finanziari che prevedano l’automantenimento economico del bene». 

«Dobbiamo promuovere la villa - conclude Bertani - siamo d’accordo con l’assessore Massimo Zanello (culture e identità della regione Lombardia n.d.r.) che il convegno conclusivo del progetto Palais si terrà a novembre proprio ad Arcore. I relatori saranno docenti della Bocconi, poiché i risultati vertono sull’aspetto economico e finanziario della gestione del bene. Dobbiamo fare un salto di qualità e uscire dal provincialismo affidandoci a consulenti internazionali, non stranieri, ma con vedute ampie, non limitate al nostro territorio».

Arianna Pinton


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Wednesday, September 24, 2008

Il degrado di Villa D’Adda Borromeo

Facciamo qualcosa prima che crolli. Lo scrissi sul Cittadino oltre due anni fa, quando Villa Borromeo D’Adda fu eccezionalmente riaperta dopo venticinque anni grazie all’interessamento del Fai, Fondo italiano per l’ambiente, e alla sensibilità di persone come Danila Rossi, all’epoca responsabile del Settore cultura del Comune, e del commissario straordinario, Anna Pavone. Arcore non aveva giunta politica e fu una fortuna, perché le cose furono fatte senza strumentalizzazioni. 

Oggi ancora il complesso implora che non lo si lasci cadere a pezzi. Molte cose sono cambiate: insediata la giunta di centrodestra sono state inaugurate le Scuderie, mirabilmente restaurate grazie alla precedente giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Antonio Nava - anche se con un ritardo pazzesco e costi lievitati alle stelle - e nonostante l’affondamento del progetto Arteingioco, sostituito dalla collaborazione con la Fondazione Mazzotta.

Due anni fa è nata l’Associazione Villadarcore per far conoscere la Montagnola e contribuire a trovare sponsor pubblici e privati in grado di restaurarla dandole un uso compatibile con la sua struttura architettonica, come si è riuscito con altre ville di delizia in Brianza: Palazzo Arese Borromeo, Villa Sottocasa, Villa Scaccabarozzi, Villa Tittoni Traversi. 

Nonostante gli sforzi, l’associazione lamenta di non aver ottenuto dal Comune né da Silvio Berlusconi neppure il denaro per far scrivere un libro sulla villa da un docente universitario. Eppure il più celebre cittadino arcorese è pronto ad aprire il portafoglio per raddoppiare la sua splendida villa privata e realizzare, tra le altre cose, il museo della Mondadori e una pinacoteca.  

Nonostante tutti i politici di destra e sinistra che hanno visitato la villa e il parco, nonostante le belle promesse e i sorrisi per le foto sui giornali, nonostante le commissioni incaricate di studiare progetti e soluzioni, Villa D’Adda Borromeo sta rapidamente deperendo.

Non è necessario un occhio esperto: basta fare due passi nel parco, guardare essenze pregiate moribonde sostituite con alberi qualunque, le scritte sui muri della villa, le finestre lasciate aperte nonostante i temporali estivi, i gradini del parterre divelti e dimenticati nel prato, l’intonaco che si stacca e il ferro battuto delle balaustre ormai diventato un ricordo nelle foto di solo tre anni fa. 

Eppure domenica 28 settembre, per il secondo anno consecutivo, la dimora comunale parteciperà alla manifestazione Ville aperte in Brianza. Tutti speriamo che qualcuno si accorga che la villa c’è. Ma non sappiamo ancora per quanto tempo. Saranno pochi a meravigliarsi il giorno in cui sarà troppo tardi. 

Arianna Pinton 


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I dati delle prenotazioni di Ville Aperte 2008 in tempo reale

NOTIZIE IMPORTANTI: ad oggi (23 settembre) sono già completamente esaurite le seguenti visite guidate: Villa Reale (MONZA); Villa Borromeo D’Adda (ARCORE); Villa Gallarati Scotti (Vimercate). È quasi esaurita (mancano 80 posti) anche la Villa Mirabello (MONZA). La Villa Reale di Monza sarà aperta anche le domeniche 5 e 12 ottobre e per prenotare bisogna chiamare la Pro Monza al numero 039323222.
 
CHIUSURA PRENOTAZIONI GIOVEDÌ 25 SETTEMBRE:
SULBIATE Castello Lampugnani Cremonesi e Chiesa di S. Ambrogio (ore 12.00)
VAREDO Villa Agnesi, corti e Chiesetta dell’Annunciazione (ore 12.00)
 
CHIUSURA PRENOTAZIONI VENERDÌ 26 SETTEMBRE:
AGRATE BRIANZA Villa Trivulzio (ore 12.00)
BESANA IN BRIANZA  Monastero benedettino di Brugora (ore 13.30)
DESIO Villa Tittoni (ore 13.00)
MONTICELLO BRIANZA Villa Greppi (ore 13.00)
 
CHIUSURA PRENOTAZIONI SABATO 27 SETTEMBRE:
AICURZIO Villa Paravicini e Villa Pasqualini (Ore 12.30)
BARLASSINA Palazzo Rezzonico (ore 17.00)
BELLUSCO Castello da Corte (ore 12.00)
BRUGHERIO Villa BOlognos Andreani e Tempietto di S. Lucio e Chiesetta di S. Ambrogio (ore 12.30)
CESANO MADERNO Palazzo Arese Borromeo, Chiesa di S. Stefano e Palazzo Arese Jacini
LISSONE Villa Baldironi Reati (ore 12.00)
MUGGIO’ Villa Casati Stampa (ore 12.30)
NOVA MILANESE Villa Vertua e Villa de Barzi (ore 12.00)
TRIUGGIO Villa Taverna (ore 12.00)
VEDANO AL LAMBRO Villa Zendali (ore 12.00)
VIMERCATE (Palazzo Trotti, Casa Banfi, Villa Sottocasa, Casino di Caccia Borromeo, Itinerario nel borgo medievale, Itinerario sulle tracce di Celti e Romani, Villa S. Maria Molgora Paveri Fontana, Villa Gallarati Scotti) (ore 19.00)
 
COMUNI SENZA PRENOTAZIONE:
Caponago, Cavenago B., Concorezzo, Giussano, Limbiate, Meda, Ornago, Usmate V.)
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Ville aperte in Brianza 2008

Aumentano i siti aperti per la sesta edizione di Ville aperte in Brianza. La manifestazione che domenica 28 settembre vedrà spalancati al pubblico portoni e portali del grandioso e sconosciuto patrimonio storico e artistico della nuova Provincia ha coinvolto 27 Comuni, sei in più dello scorso anno. Con Monza in testa che mostrerà le stanze ristrutturate della Villa Reale e Villa Mirabello nel Parco, partecipano: Agrate Brianza, Aicurzio, Arcore, Barlassina, Bellusco, Besana Brianza, Brugherio, Caponago, Cavenago Brianza, Cesano Maderno, Concorezzo, Desio, Giussano, Limbiate, Lissone, Meda, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro e Vimercate. Si aggiunge anche Villa Greppi di Monticello Brianza, fuori provincia.

L’iniziativa è stata presentata ieri da Gigi Ponti, assessore per l’Attuazione della provincia di Monza e Brianza, che ha fatto della spinta del turismo nel territorio un suo cavallo di battaglia. «Il territorio è composto da tanti Comuni che negli anni hanno capito che è giunto il momento di guardare al di là dei propri confini. La forza dell’iniziativa sta proprio nel coinvolgere le tante intelligenze locali, fatte di amministratori pubblici e privati, associazioni, imprenditori puntando all’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e artistico per salvaguardarlo, farlo conoscere e trasformarlo in una fonte di reddito». 

In mostra anche molto patrimonio storico e artistico privato oltre ai luoghi religiosi di proprietà parrocchiale.

I numeri: 57 luoghi aperti, di cui 42 con visite guidate, 41 eventi collaterali, 300 persone coinvolte nell’organizzazione di cui 100 guide turistiche.

La novità riguarda anche la prenotazione telefonica per le visite guidate e on line per i siti più visti nel 2007.

La manifestazione è nata sei anni fa a Vimercate ed è proprio questa città, amministrata da oggi da Roberto Rampi, ad occuparsi del coordinamento. Alle segreterie decentrate, dislocate in ogni Comune partecipante, è invece demandato l’onere di gestire le prenotazioni per le visite guidate.

«Attendiamo un grande afflusso di persone - spiega Angelo Marchesi, dirigente del settore cultura di Vimercate - le visite guidate saranno a pagamento per coprire le spese, che portano un pubblico attento, senza caos. Non si riuscirà a vedere tutto, ma la speranza è che ogni anno la gente si sposti: chi vive nel Vimercatese vada verso Cesano e viceversa, spinto dalla curiosità di vedere dei beni che hanno fatto la storia della nostra terra, che non è fatta solo di industrie».

Per Informazioni: www.villeaperte.it 800-990110.

Arianna Pinton 


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La cappella con le statue del Vela

Nella parte più antica del cimitero di Velate, un tempo detta il Lazzaretto, sorse intorno al 1851 questo bell’edificio di forme neoclassiche, su disegno dell’architetto Giacomo Moraglia. Armonia, sobrietà ed eleganza sono le note salienti di un monumento che riassume le caratteristiche dell’architettura religiosa greco-romana, riprese dalla corrente neoclassica. La cappella è un monumento funebre fatto erigere dalla contessa Maria Beatrice di Barbiano, principessa di Belgioioso d’Este, sull’area della preesistente cappella “non officiata” dedicata a san Felice, per ospitare le spoglie del defunto marito conte Giovanni Giorgio Giulini della Porta e in seguito adibita a sepolcro permanente della famiglia. Un famedio, dunque, visto che vi sono raccolte le salme di personaggi illustri, ma al tempo stesso un museo che raccoglie tre capolavori di Vincenzo Vela, uno dei massimi scultori dell’Ottocento (Ligornetto Ticino, Mendrisio, 1820-1891). L’Ecce homo, del 1867, nella nicchia sopra l’altare, impressionò fortemente i contemporanei per la rappresentazione umanizzata del Cristo. Vi sono anche la Risurrezione, a ridosso della parete sinistra della cappella; la splendida Preghiera dei morti, del 1874, che raffigura una nobile figura femminile seduta su un sarcofago.  

Il pronao della cappella neoclassica ha quattro slanciate colonne monolitiche in granito rosa, che diminuiscono di diametro verso l’alto, dove sono sormontate da un elegante capitello ionico con ampie volute. Anche la trabeazione richiama inconfondibilmente il tempio classico. Le pareti del tempietto, a forma quadrata sormontata da una cupola, sono abbellite da un bugnato interrotto per ospitare finestre ad arco a tutto sesto e da nicchie sporgenti che ospitano lapidi in pietra di ardesia, con iscrizioni in latino e italiano, in memoria dei membri della famiglia Belgioioso e Giulini della Porta.

Info: Cimitero di Velate, via Bettolino 1.

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