Tuesday, October 7, 2008

Una raccolta di firme per salvare Villa D’Adda Borromeo di Arcore

Le associazioni Natura e arte e Villadarcore unite nella petizione per chiedere che Villa D’Adda Borromeo venga restaurata con denaro pubblico. «La raccolta di firme tra i cittadini di Arcore va fatta» spiega il presidente di Villadarcore Antonio Mansueto, «perché sia chiaro se la gente vuole o non vuole bene a questa villa. I nostri consiglieri sono incaricati di concordare un testo congiunto con l’Associazione natura e arte. I tempi dipendono dall’accordo».

«Purtroppo - prosegue Mansueto - le ultime notizie riguardanti i cantieri “eccezionali” in via di definizione ad Arcore, ovvero Villa san Martino e l’area ex Falck, non segnalano affatto le intenzioni dell’amministrazione di dedicare le ingenti cifre da essi rivenienti a Villa Borromeo D’Adda. Plaudiamo alle iniziative dell’Assessorato alla cultura che realizza nelle Scuderie eventi di ampio respiro che attirano il turista apportando crescita culturale ed economica. Allo stesso tempo rimarchiamo la mancanza di indirizzo unitario su Villa Borromeo D’Adda e l’ulteriore rapido deterioramento negli ultimi due anni sia del parco, sia dell’edificio principale La Montagnola. Chiediamo quindi di destinare alla villa le entrate rivenienti dai grandi cantieri. Questa è un’occasione unica, riconfermando che la villa può essere trainante per il territorio. Chiediamo nuovamente la realizzazione di un tavolo di discussione sull’argomento con l’Amministrazione».

Che esista grande interesse sulla storica dimora che fu della famiglia d’Adda è dimostrato dal boom di prenotazioni registrato in occasione della manifestazione Ville aperte in Brianza 2008 di domenica 28 settembre. Aperte le iscrizioni l’8 settembre, le prime due residenze ad esaurire tutti i posti per le visite guidate sono state la Villa Reale di Monza e appunto la dimora comunale: ben 310 persone hanno pagato 3 euro per vedere ciò che resta. E’ un chiaro segnale: questo complesso artistico ambientale va fatto conoscere ai turisti, ha un valore estetico assoluto e va dedicato al turismo culturale. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti che le finestre sono aperte e sbattono, all’interno alcune specchiere decorate si sono infrante, mentre in maggio erano integre; i ragazzi entrano nella villa che non è ben chiusa; l’affresco da consolidare sta cascando a pezzi e i due lampadari veneziani preziosi sono sospesi per miracolo. Per mesi il parterre non è stato pulito e le piante sono state potate solamente alla vigilia di Ville aperte. 

«Si potrebbero pulire le scritte verniciate sui muri interni ed esterni della villa - conclude Mansueto - si chiama l’Amsa di Milano che ha un servizio apposito. Se questa non è incuria non so come altro definirla».

Arianna Pinton


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Sunday, December 2, 2007

La via “obbligata” della Fondazione

Arcore. Quella di Monza, che sceglie di costituire una Fondazione per la Villa Reale, non è certo una strategia nuova, anzi, forse giunge con molto ritardo, mentre mezza Italia la utilizza già da tempo nella gestione di beni culturali da rivitalizzare. Torino ha assegnato alla Fondazione Torino Musei quattro siti museali. A Roma prosegue con successo la Fondazione dell’Auditorium della Musica. Anche nella vicina (ad Arcore) Bergamo la Galleria d’Arte Moderna ha preso vita grazie ad una fondazione cui contribuisce, oltre al Comune, la Fondazione Dalmine. Per la Reggia di Venaria si pensa a una fondazione (ce n’è già una che gestisce la scuola di restauro in una parte del complesso). I vantaggi sono una maggiore speditezza e la separatezza gestionale, la non confusione con i mille altri problemi cui deve attendere la macchina pubblica, la possibilità di attrarre nuovi soci in un secondo momento (come in molti casi è avvenuto, dopo la costituzione da parte del solo ente proprietario del bene), soci tra cui le fondazioni bancarie, e infine la possibilità di attingere alle donazioni dei privati, piccole o grandi, grazie agli sgravi fiscali e al carattere “benefico”. Persino il Ministero dei beni culturali e ambientali, grazie ad una nuova Fondazione, “Maratonarte”, è riuscito ad attingere per oltre 2 milioni di euro a donazioni spontanee da partre dei già contribuenti!   A noi pare chiaro che, attesa la buona volontà dell’attuale amministrazione arcorese, le lentezze amministrative stanno dimostrando anche ad Arcore che può essere una ottima idea istituire una Fondazione specifica cui affidare Villa La Montagnola, se non anche le Scuderie e la Cappella Vela. Una fondazione “costituente” cui il Comune conferisca il bene e la sua gestione, la quale si faccia promotrice di un progetto di restauro e d’uso che aggreghi in un secondo momento altri soggetti e cerchi i fondi necessari (anche partecipando a bandi) con quella incisività che un Comune non può avere, per norme e per uso: ad esempio nel caso recente del Bando per Restauri della Fondazione delle Comunità di Monza e Brianza, cui non è riuscito, per lentezze, a partecipare, nonostante le giuste insistenze del Consigliere Arch. Bertani. Bando che “Villa D’Adda Borromeo” avrebbe potuto utilizzare per i primi restauri d’urgenza e quasi certamente avrebbe “vinto”. Antonio Mansueto
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Monday, November 19, 2007

Katahomo per il Premio Signorini

Katahomo porta la Villa in turné. www.katahomo.com, il sito che ha prestato il suo linguaggio comunicativo a Villadarcore per la mostra Salviamo la Villa di Nando di Alice Avallone e Antonio Mansueto, continua a macinare premi e riconoscimenti. Dopo la vittoria al premio Scrittura Mutante a Torino, dopo il terzo posto all’Econtent Award nella sezione Young Talent, e dopo la presenza al Festival della Creatività di Firenze a ottobre, Katahomo è stato selezionato per la mostra-concorso Milano in Digitale II a Milano fino al 25 novembre.
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Monday, October 22, 2007

Premio Villadarcore per i ragazzi delle scuole di Arcore

Arcore. E’ stato indetto il Premio Villadarcore, concorso e laboratorio creativo per i ragazzi delle scuole di Arcore.

“I ragazzi sono una forza culturale vitale e creativa-spiega Antonio Mansueto, presidente dell’Associazione Villadarcore. “Lo scopo è diffondere l’amore per il bene culturale e condividere il valore di un progetto di rivalutazione attraverso una simpatica parodia dei personaggi. Alle scuole sarà anche fornito un libretto con figurine per tutti gli alunni. Anche attraverso la drammatizzazione di personaggi storici legati alla Villa, la si fa entrare nei cuori dei bambini, il nostro futuro”. 

Il laboratorio di scrittura teatrale per le 4° e 5° elementari e scuole medie sarà realizzato da Stella Casiraghi e Katia Cusin del Piccolo Teatro di Milano, coinvolgendo dieci classi. Dopo gli incontri, ogni classe dovrà scrivere una scena teatrale basata sulla vita della famiglia D’Adda, fondatrice della villa.

Nella manifestazione finale di aprile, al Teatro Nuovo saranno premiati gli elaborati migliori e gli attori del Piccolo interpreteranno alcune scene. 

Il concorso di disegno sul tema Villa Borromeo d’Adda e famiglia D’Adda è invece pensato per coinvolgere tutti gli alunni. Sarà poi allestita una mostra nelle Scuderie, con premiazione, attività creative e intrattenimento per tutti.

Arianna Pinton

Tratto da Il Cittadino di Monza e Brianza, pubblicato il 20 ottobre 2007


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