Monday, January 21, 2008

Il dono dei sensi di Franco Piavoli a Area Metropolis

FRANCO PIAVOLI, Il dono dei sensi. Rassegna e mostra fotografica fino al 25 marzo. E’ stata inaugurata la mostra fotografica che la Fondazione cineteca Italiana ha curato insieme al Centro coscienza di Milano. Sono esposte una cinquantina di fotografie scattate da Piavoli ragazzo nel 1951, 1952 e 1953, accostate a un’ampia scelta di fotogrammi tratti dai suoi film, rappresentativi del suo straordinario modo di comporre una sorta di racconto evolutivo della natura e dell’uomo come fenomeno naturale. Franco Piavoli è nato a Pozzolengo (Brescia) nel 1933. Dopo la laurea in legge si dedica all’insegnamento di Diritto in un istituto tecnico e contemporaneamente coltiva l’arte della pittura e della fotografia. Negli anni Sessanta gira alcuni cortometraggi, tutti premiati al Festival di Montecatini. Nel 1982 gira il suo primo lungometraggio, Il pianeta azzurro, che riceve numerosi riconoscimenti. Da quel momento si dedica esclusivamente al cinema e cura alcune regie teatrali. I suoi lungometraggi successivi sono Nostos. Il ritorno (1989), Voci nel tempo (1996), Al primo soffio di vento (2002). Nel 2004 gli è stato conferito dal Quirinale il premio De Sica. Quattro lungometraggi in vent’anni danno ragione della peculiarità del cinema di Franco Piavoli, regista, autore, maestro, poeta, e delle ragioni della mostra e della rassegna cinematografica che la Cineteca Italiana gli dedicherà nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Tutte le proiezioni sono a ingresso libero con Cinetessera. Calendario della rassegna: Lu. 11 feb. h 21.15 Ingresso libero con Cinetessera Voci nel tempo R., sc., fot., suono e mont:F. Piavoli. Aiuto regia:Neria Poli. Int.:gli abitanti di Castellaro. Italia, 1996, col., 86’. Ambientato in un piccolo paese del mantovano, Castellaro, situato nell’anfiteatro morenico del Garda, il film torna alle atmosfere del Pianeta azzurro, cioè all’osservazione della natura, dei suoi fenomeni, dello scorrere del tempo, con una presenza più accentuata dell’elemento umano: bambini, adulti e vecchi cui hanno dato corpo gli abitanti del paese, attori nel ruolo di se stessi. Lu. 25 feb. h 21.15 Ingresso libero con Cinetessera Affettuosa presenza R., sc., fot.:Franco Piavoli. Int.:Umberto Bellintani, Marino Bellintani, Alessandro Parronchi. Voce: Mario Artioli. Italia, 2004, col., 65’. La vita e le poesie di Umberto Bellintani sulla scia della corrispondenza epistolare intercorsa tra il poeta mantovano e lo scrittore fiorentino Alessandro Parronchi. Dalle lettere traspare la fraterna confidenza che univa i due amici e nel contempo il profondo sentimento dell’universo che ha ispirato i versi di un grande poeta. Lu. 10 mar. h 21.15 Ingresso libero con Cinetessera Al primo soffio di vento R., sc. e fot.:Franco Piavoli. Mont. e suono:Mario Piavoli. Scenog. e costumi:Neria Poli. Int.:Primo Gaburri, Mariella Fabbris, Ida Carnevali, Alessandra Agosti, Bianca Galeazzi, Lucky Ben Dele. Italia, 2002, col., 85’. In un afoso pomeriggio d’agosto, sui colli gardesani, alcuni lavoratori stagionali giunti soprattutto dall’Africa mietono il grano e fanno il fieno. I loro movimenti sono ritmati dal sole e dai rumori della natura. Antonio li osserva dal giardino della casa padronale, per poi rinchiudersi in biblioteca. Con lui tutti gli altri personaggi si isolano nelle loro situazioni-azioni, e tutti percepiscono la solitudine percorsa da una vaga inquietudine, resa più acuta dalle musiche malinconiche in sottofondo. Lu. 17 mar. h 21.15 Ingresso libero con Cinetessera Nostos - Il ritorno R., sc., fot., suono e mont.:F. Piavoli. Collaboraz. artistica: Neria Poli. Costumi e sculture:Ferruccio Bolognesi. Mus. originali: Luca Tessadrelli, Giuseppe Mazzucca. Int.:Luigi Mezzanotte, Giuseppe Marcoli, Alex Carozzo, Nicola Colella, Davide Forghieri, Alessandra Agosti, Ginevra Alighieri, Neria Poli. Italia, 1989, col., 87’. In un luogo e in un tempo fuori dalla storia, sospesa in una dimensione mitica, il viaggio irto di pericoli e prodigo di rivelazioni di Nostos, che, come Ulisse, prende il mare per far ritorno a casa. Franco Piavoli sarà presente in sala per un incontro con il pubblico. Info: Area Metropolis 2.0, via Oslavia 8, tel. 02-9189181
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Sunday, December 23, 2007

Capodanno speciale all’insegna del grande cinema dedicato a “rapine e rapinatori”

Paderno Dugnano, 31 dicembre. Fine d’anno all’Area Metropolis 2.0. La serata inizia alle 19 con Banditi a Milano di Carlo Lizzani, un film/cronaca, che prende spunto da un fatto realmente accaduto nel 1967 - l’anno precedente all’uscita del film -, quando alcuni rapinatori diedero l’assalto all’agenzia del Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano. I banditi inseguiti dalla polizia lasciarono lungo le strade una scia di sangue, morti e feriti, colpiti dagli spari indirizzati alla folla. La serata proseguirà alle ore 21.15 con Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard, film manifesto della Nouvelle Vague, che prende a pretesto la realtà per occuparsi più della sua rappresentazione e della sua ricostruzione filmica (a partire dal personaggio di Jean – Paul Belmondo che imita e ripropone, con evidente citazione, i gesti che caratterizzano lo stile recitativo di Humprey Bogart, attore icona del genere “noir”). L’attenzione di Godard si concentra sul modo di raccontare, sugli aspetti formali della narrazione, sulle infrazioni alla continuità narrativa, sulla frammentazione della storia – sospesa tra ellissi e mancati raccordi –, sugli “errori” di grammatica cinematografica: elementi che hanno fatto di Fino all’ultimo respiro un film imprescindibile nella Storia del Cinema. Data la sempre drammatica attualità dell’argomento, accanto alle opere di finzione, alle ore 23, saranno presentati anche alcuni rari documenti video, provenienti dall’archivio delle Teche Rai, relativi alle tragiche vicende di cronaca, che videro protagonista negli anni Settanta Renato Vallanzasca. La violenza urbana milanese degli anni Settanta è strettamente legata al nome di Renato Vallanzasca, personaggio artefice di crimini e omicidi. Il boss della Comasina è diventato nell’immaginario collettivo il bandito per eccellenza per la sua spregiudicatezza e inafferrabilità (non si contano le evasioni). Questo montaggio di telegiornali e servizi filmati dell’epoca ricostruisce la storia e la leggenda di Vallanzasca descrivendo senza retorica i crimini di un bandito diventato il “mito” della mala milanese. Chiude la serata la proiezione del film Il pellegrino di Charlie Chaplin con una colonna sonora davvero speciale, realizzata dal vivo da Francesca e Federica Badalini con l’utilizzo di strumenti giocattolo. _______________________________________________________________ Programma Ore 19 Banditi a Milano (C. Lizzani, 1968) Ore 21.15 Fino all’ultimo respiro (J.L. Godard, 1959) Ore 23 Renato Vallanzasca nei documenti video delle Teche Rai Ore 23.40 La grande rapina al treno (E.S. Porter, 1903) Ore 24 Spumante e panettone A seguire Il pellegrino (C. Chaplin, 1923, muto) Con accompagnamento musicale di strumenti giocattolo di Francesca e Federica Badalini. ___________________________________________________________________________ Banditi a Milano R.:Carlo Lizzani. Sc.:C. Lizzani, Dino Maiuri, Massimo De Rita. Int.:Gian Maria Volonté, Tomas Milian, Don Backy, Ray Lovelock, Carla Gravina, Piero Mazzarella. Italia, 1968, col., 102’. La storia del bandito Pietro Cavallero, torinese deluso dalla politica che decise di darsi alle rapine con una banda di quattro complici. Finché, nel settembre 1967, il colpo al Banco di Napoli di Milano si concluse nel sangue, scatenando una serrata caccia all’uomo. Fino all’ultimo respiro R. e sc.: Jean-Luc Godard. Sogg.:François Truffaut. Fot.: Raoul Coutard. Int.:Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Jean-Pierre Melville, Gérard Brach, Philippe De Broca. Francia, 1959, b/n, 87’, v.o. sott. ital. Michel è un giovane ladro d’auto che gioca a fare l’Humphrey Bogart. E ammazza un poliziotto. Patrizia, la ragazza americana di cui è innamorato e che rincontra a Parigi, finirà per tradirlo. Renato Vallanzasca nei documenti video delle Teche Rai RENATO VALLAZANSCA. Nasce il 4 maggio 1950 a Milano in via Porpora 162. Nel quartiere del Giambellino forma la sua prima banda, la cui attività criminale si interrompe nel 1972, quando Vallanzasca e i suoi vengono arrestati dopo una rapina a un supermercato. Il bandito della comasina evade da San Vittore circa quattro anni dopo. Nel 1977 è di nuovo arrestato a Roma per il rapimento di Emanuela Trapani. Nel 1979 si sposa in carcere con Giuliana Brusa. Nel 1980 ritenta senza successo l’evasione da San Vittore. Viene trasferito quindi a Novara, dal cui carcere riesce a fuggire nel 1987. Tre settimane dopo è nuovamente arrestato. Tenta di evadere dal carcere di Nuoro nel 1995. Condannato a una pena complessiva di quattro ergastoli e 260 anni di reclusione, dopo alcuni anni trascorsi nel penitenziario di Voghera, ora Renato Vallanzasca è recluso nel carcere di Opera a Milano. La grande rapina al treno R. e sc.:Edwin S. Porter. Int.:Max Aronson, Georges Barnes, Frank Hanaway, Mary Murray. USA, 1903, b/n, 11’. In quattordici inquadrature, la più celebre rapina della storia del cinema. Il pellegrino Con una colonna sonora davvero speciale!: accompagnamento musicale di strumenti giocattolo di Francesca e Federica Badalini. I gentili spettatori sono pregati di portare i loro strumenti giocattolo per dare il proprio contributo alla riuscita dello spettacolo. R. e sogg.:Charlie Chaplin. Int.:C. Chaplin, Edna Purviance. USA, 1923, b/n, 40’, muto. Charlot, evaso dal carcere di Sing Sing, si spoglia della divisa carceraria e indossa gli abiti di un pastore evangelico sorpreso a bagnarsi al fiume. Giunto in un paese dove la comunità attende davvero un pastore, viene accolto come tale e gli equivoci, gli scambi di persona e gli occhi dolci di una fanciulla gli procureranno mille e più avventure. Il prezzo del biglietto è di 10 euro e comprende anche lo spettacolo delle 19. Prevendita presso la cassa del cinema Info: Area Metropolis 2.0, via Oslavia 8, tel. 02-9189181
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Monday, December 3, 2007

Fabrizio Bentivoglio Incontra il pubblico in occasione della proiezione di Lascia perdere, Johnny! Fabrizio Bentivoglio Incontra il pubblico in occasione della proiezione di Lascia perdere, Johnny!

Paderno Dugnano, venerdì 7 dicembre. Fabrizio Bentivoglio incontra il “suo” pubblico. Nella sua opera prima alla regia, presentata al Torino Film Festival 2007, Fabrizio Bentivoglio ripercorre le origini degli Avion Travel attraverso le vicende di un giovane musicista casertano. «Ci sono storie che si fanno cercare a lungo, e storie che si presentano da sole, quasi volessero costringerti a raccontarle. Questa storia l’ho incontrata per caso, quando non pensavo affatto di doverne trovare una e fin dal primo incontro l’ho riconosciuta come una storia che mi sarebbe piaciuto raccontare perchè, sia pure per via indiretta, parlava di cose che mi stanno a cuore». INGRESSO CON OBBLIGO DI PRENOTAZIONE AL NUMERO 346.9437293 Fabrizio Bentivoglio (Milano, 1957) Dopo una breve e sfortunata esperienza come calciatore nelle giovanili dell’Inter, interrotta da un incidente al ginocchio e dopo aver abbandonato il corso di laurea in Medicina, si iscrive alla scuola del Piccolo di Milano debuttando con il Timone d’Atene di Shakespeare. L’avvicinamento al cinema avviene solo nel 1979 con il film Masoch di Franco Brogi Taviani. Da allora inizia una brillante carriera che lo vede interprete di molti film fra i quali Marrakech Express (1988), Turnè (1990), L’aria serena dell’Ovest (1990), Un’anima divisa in due (1993), Un eroe borghese (1995), La balia (1999), L’amore ritorna (2004), La terra (2006). Molto attesa questa sua opera prima da regista. Lascia perdere, Johnny! R.:Fabrizio Bentivoglio. Sc.:F. Bentivoglio, Umberto Contarello, Guido Iuculano, Filippo Gravino, Valia Santella. Int.:Toni Servillo, Valeria Golino, Peppe Sarvillo, Antimo Merolillo, F. Bentivoglio, Ernesto Mahieux, Lina Sastri. Distribuz.:Medusa. Italia, 2006, col., 104’. Anni ‘70. Un’orchestra tenta in ogni modo di affermarsi ma all’orizzonte ci sono solo insuccessi. Un giorno i malcapitati orchestrali incontrano Niro, un losco impresario, che promette loro la tanta agognata fortuna e il meritato successo. A dirigere la nuova banda sarà il Maestro Riverberi. Info: Area Metropolis 2.0, via Oslavia 8, tel. 02-9189181
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Sunday, November 4, 2007

I giorni e le nuvole di Silvio Soldini

Paderno Dugnano 5 novembre  Lunedì 5 novembre, alle ore 21, in Area Metropolis 2.0 Silvio Soldini presenterà Giorni e nuvole, il suo ultimo film. Nato a Milano nel 1958, si iscrive alla facoltà di scienze politiche che lascia a 21 anni per volare a New York, dove studierà cinema. Nel 1983 torna a Milano e dopo vari corti e mediometraggi debutta nel lungometraggio nel 1989 con L’aria serena dell’Ovest. Dopo diversi film che lo fanno conoscere come uno dei più interessanti giovani registi italiani, nel 2000 gira Pane e tulipani con cui ottiene, oltre al plauso della critica, molti premi e un vasto successo di pubblico. Ultimo film prima di Giorni e nuvole, Agata e la tempesta, del 2004. Giorni e nuvole R.:Silvio Soldini. Sc.: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli, S. Soldini. Int.: Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba Caterina Rohrwacher. Distribuz.: Warner Bros. Italia. Italia/Svizzera, 2007, col., 115′. Trama Elsa e Michele vivono una vita agiata e serena. Elsa ha potuto anche realizzare il sogno di lasciare il lavoro per dedicarsi allo studio della storia dell’arte. Arriva un fulmine a ciel sereno: Michele confessa di essere stato estromesso dalla società da lui fondata e di essere senza lavoro da due mesi. Elsa riesce a fronteggiare la situazione ritrovando in sé un’insospettata energia mentre Michele passa dall’euforia alla depressione. Il rapporto tra i due si incrina tanto da arrivare alla rottura, ma poi entrambi si rendono conto di non voler perdere l’unica cosa preziosa che hanno: il loro amore. «Cercavo un titolo che restituisse quello che è il film. Tutte le riprese sono state fatte a Genova e ci sono parecchi momenti di apertura sul mare, sul cielo; il passaggio di tempo è scandito dalle nuvole proprio perché eravamo a Genova e non in un’altra città. (…) È sicuramente il film in cui sto più addosso ai personaggi. Rispetto agli altri è più documentaristico, in presa diretta su quello che stava accadendo davanti a me sul set, senza mostrare la finzione. Ho cercato di lasciare la sensazione di vivo, di reale. Ci sono piani sequenza di due o tre minuti con cui si riesce a rendere la vita mentre sta accadendo e non la messa in scena» Silvio Soldini. Il film è in concorso alla seconda edizione di Cinema. Festa Internazionale di Roma 2007 Info: Fondazione Cineteca Italiana - Milano, tel. 02-29005659
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