A Brugherio, una reggia per i Re Magi
E’ difficile stabilire con certezza a che epoca risalga la prima costruzione di una chiesa dove oggi sorge la parrocchiale di san Bartolomeo, edificata sopra i resti di una preesistente chiesetta, di cui si perdono le tracce nel passato.
Oggi san Bartolomeo si affaccia su una luminosa piazza con il prospetto novecentesco a salienti scandito da due ordini di lesene ioniche che, nella parte superiore, inquadrano una finestra semicircolare e reggono il frontone a timpano.
Dedicata a san Bartolomeo, la chiesa parrocchiale fu inaugurata da san Carlo Borromeo il 14 giugno 1578, che ritenne la popolazione di Brugherio abbastanza numerosa per motivare l’istituzione di una parrocchia autonoma da Monza. L’arcivescovo stabilì anche che i parrocchiani avrebbero dovuto provvedere ad ampliare la chiesa esistente. Del nucleo originario dell’edificio di allora non è rimasto molto. Leggendo la descrizione che ne fece lo stesso san Carlo si apprende quanto fosse un ambiente caratterizzato da linee semplici e dall’aspetto sobrio e disadorno, in linea con il gusto essenziale dell’epoca. L’aspetto attuale chiesa, rimanda invece al gusto barocco, ampliata con materiali provenienti dalla cadente chiesa di san Damiano. I cambiamenti furono messi in atto a partire dal Settecento: nel 1794 l’edificio presentava già una pianta a tre navate e la facciata con frontone a timpano ritmata da lesene. A fianco si innalzava il campanile, la cui cella fu ingrandita verso il 1838.
Tra il 1854 e il 1855, su iniziativa del parroco Gian Andrea Nava, fu attuata la ricostruzione ex-novo, su progetto dell’architetto Giacomo Moraglia, che della chiesa preesistente mantenne solo il campanile con la caratteristica cella a vista
ancora oggi visibile.
La nuova struttura, con impianto a croce greca, fu poi nuovamente modificata nel 1939, quando ne fu ripristinata la forma a croce latina allungando la galleria a tre navate fino a 42 metri e rifacendone la facciata su progetto dell’architetto Leo Sorteni. La chiesa fu riconsacrata solennemente nell’ottobre 1939 dal cardinale Schuster.
Anche la decorazione interna, composta da affreschi e pitture murarie a tempera, è stata realizzata in tempi diversi da tre diversi autori: Giovanni Valtorta di Milano, Enrico Mariola, piemontese, e Vittorio Granchi, milanese, che vi hanno lavorato nel 1880, nel 1913 e nel 1940. Pur essendo opere di artisti minori, l’effetto complessivo e le dimensioni delle superfici dipinte rendono l’interno degno di nota.
Alla fine dell’Ottocento risalgono arredi e suppellettili che conferiscono ulteriore aulicità: gli stalli del coro, con gli schienali scanditi da paraste scanalate, l’organo sulla controfacciata e i pulpiti, presso il presbiterio, in legno intagliato e dorato
con ornamenti vegetali stilizzati.
San Bartolomeo è famosa perché conserva al suo interno le reliquie dei Magi. Queste furono donate all’allora vescovo di Milano sant’Eustorgio dall’imperatore Costantino. In seguito sant’Ambrogio le donò alla sorella santa Marcellina, che le custodì nel suo convento a Brugherio.
Nel 1613 le reliquie furono solennemente trasportate dal monastero alla parrocchiale per volere del cardinale Federico Borromeo.
Info: san Bartolomeo, piazza Roma 4, tel. 039-870002