Occorre anzitutto distinguere tra due tipi
fondamentali di tortura:
- la tortura punitiva
- la tortura inquisitoria.
La tortura punitiva consisteva, in determinate
occasioni, in un incremento di sofferenza e di dolore
applicato a un condannato prima della sua esecuzione
capitale, come attanagliarlo con pinze roventi o
altro. Era una cosa abbastanza frequente nel caso di
condanna per il reato di lesa maestà. Anche la gogna,
le frustate, il taglio di una mano possono essere
considerati atti di tortura punitiva.
Nell'ambito della persecuzione delle streghe questo
provvedimento non risulta sia mai stato applicato.
La tortura inquisitoria fu invece pesantemente
applicata (circa nel 90% dei casi) nel corso dei processi
contro le presunte streghe. Lo scopo di questo
provvedimento era duplice:
- la strega doveva confessare di aver commesso tutte le
incredibili idiozie di cui l'accusavano gli
inquisitori clericali o laici.
- La strega doveva denunciare i suoi complici o altre
streghe di sua conoscenza allo scopo di attivare una
catena di processi che, in definitiva, consentiva ai
magistrati e al clero di avviare una spirale
persecutoria solitamente fonte di illeciti e cospicui
arricchimenti. Un processo di stregoneria, oltre alla
condanna della strega "esca", comportava sempre la
confisca dei suoi beni e di quelli della famiglia;
questo in base alla consuetudine, entrata in uso dal
1184 e anni seguenti, che aggiungeva alla pena del
rogo anche la confisca.
E' inutile sottolineare che portando la tortura a
limiti di sofferenza insostenibili TUTTI sono disposti
a confessare TUTTO quello che un inquisitore pazzo
vuole si confessi. Hai partecipato al sabba?
Devi solo rispondere sì o no, ma ricordati che se
rispondi no la tortura continua.
Il primo caso noto di applicazione della tortura a
scopo inquisitorio risale al 1228, presso il tribunale
della città di Verona. L'esempio fu poi
baldanzosamente seguito dal clero nel 1252 con la
papale benedizione e il sostegno di Innocenzo IV.
L'applicazione della tortura non competeva solo alle
presunte streghe, anche i testimoni dell'accusa che si
dimostravano reticenti potevano essere torturati per
ottenere testimonianze "adeguate" e in linea con
quello che gli inquisitori volevano sentirsi dire.
Si cercava di fare in modo - ma non sempre era
possibile - che la vittima non morisse durante i
tormenti. Era necessario arrivare alla fine del
processo e procedere, con gran chiasso, all'esecuzione
in pubblico in modo che questa servisse da esempio.
Qualora però la vittima morisse a causa dei tormenti
i giudici non erano ritenuti responsabili. La colpa
era attribuita al Diavolo che aveva anticipato la
scadenza del patto, impossessandosi della sua preda prima che
fosse ridotta in cenere sul rogo.
Non è mai stato accertato quanti accusati siano morti
in carcere per le sofferenze subite e quanti altri si
siano suicidati per non essere sottoposti ad altri
tormenti. Un fatto è certo: nel 95% dei casi di
esecuzione capitale si è trattato di accusati
"confessi" in seguito alle torture subite.
La tortura poteva essere applicata più volte in caso
di sospetta reticenza o di ammissioni confuse. Nella
città di Dreissigacher (Germania) si è arrivati al
caso limite di torturare una vittima per 56 volte
consecutive.
Amor di Dio e carità cristiana hanno fatto sì che
gli inquisitori escogitassero tormenti talmente
raffinati che vale la pena di citarne qualcuno.
- I tratti di corda. Venivano applicati normalmente per
tre volte consecutive. Le mani della vittima venivano
legate dietro la schiena e poi fissate a una corda
servita da carrucola. Sollevando la vittima da terra,
con strappi più o meno violenti, si produceva la
lussazione degli omeri. Questo era il tipo di tortura
più frequente.
- Lo squassamento. E' una variante del metodo
precedente. La vittima veniva appesantita con carichi
legati ai piedi, variabili tra i 15 e i 25
chilogrammi. Uno strappo estremamente violento della
corda produceva la fuoriuscita delle articolazioni
delle braccia e, sovente, la rottura dei polsi.
- Il cavalletto. Tavolaccio sul quale la vittima era
distesa con polsi e caviglie legati a funi che
facevano capo a un argano. L'azione dell'argano
provocava lo stiramento degli arti con effetti simili
ai due trattamenti precedenti. Questo tipo di tortura
poteva essere protratto anche per 30-40 ore e con
tensione crescente delle corde.
- La ruota.
- Le compressioni.
- Tra le più comuni:
viti per stritolare arti e dita;
ganasce a vite per la testa
- stritolatori per genitali maschili
- stivali con viti, da applicarsi a gambe e piedi.
- La sedia di ferro. Era una specialità tedesca. La
vittima veniva fatta sedere nuda su di una sedia di
ferro arroventata.
- Pinze e tenaglie: le pinze erano usate per strappare
le unghie (Scozia). Le tenaglie arroventate si usavano
per strappare lembi di pelle.
- Tormenti diversi. Applicati in varie località secondo
l'estro degli inquisitori:
- la vittima era costretta a ingurgitare enormi
quantità d'acqua (Spagna e Francia)
- le narici delle vittime venivano riempite di acqua e
calce viva
- la vittima veniva stesa bocconi su di un letto di rovi
e poi si passava lungo la spina dorsale un pesante
rullo munito di aculei
- bruciature con alcool e zolfo cosparsi sul corpo delle
vittime
- la vittima veniva incatenata a un muro (o in piedi su
di uno sgabello) e costretta a bastonate a una veglia
forzata per parecchi giorni, sino al totale istupidimento
- la culla di Giuda dove l'interrogato, legato mani e
piedi, veniva fatto dondolare su di un cuneo che gli
tagliava lentamente la pancia
- asportazione dei capezzoli femminili con lame
taglientissime e cauterizzazione delle piaghe con
colata di piombo fuso (specialità di alcuni
inquisitori papali dell'Italia meridionale)
- Mutilazioni varie. Asportazione di occhi, orecchi,
dita.
Al dolore fisico delle vittime occorre anche
aggiungere (e non era cosa da poco) la cocente
umiliazione dovuta alla totale nudità e alla perdita
di deiezioni conseguenti all'incapacità di
controllare i propri sfinteri.
Notare che a quei tempi la chiesa considerava
peccaminoso spogliarsi nudi anche per prendere un
bagno. In certe occasioni il bagno era permesso solo
in presenza di un prete salmodiante (e probabilmente
sporco come un maiale). Tanto per citare qualche esempio:
A Ringingen (Germania); la presunta strega Anna
Spulerin fu privata degli occhi, delle orecchie e le
furono strappate le braccia.
Al presunto mago Fian gli zelanti inquisitori scozzesi
applicarono gli stivali con tanta ferocia da
frantumargli le ossa delle gambe e dei piedi sino a
procurargli la fuoriuscita del midollo osseo.