Tre incarichi per salvare Villa D’Adda Borromeo. Intervista a Claudio Bertani
Tre idee concrete per il recupero di Villa D’Adda Borromeo. La soddisfazione espressa dal sindaco Marco Rocchini per il successo dell’inaugurazione alle Scuderie della mostra Patong lo ha portato a promettere pubblicamente che il prossimo passo sarà il restauro della villa comunale.
Ne abbiamo parlato con Claudio Bertani, consigliere della maggioranza con delega alla Villa D’Adda Borromeo e soprattutto architetto esperto di restauri di dimore storiche, visto che è impegnato nel grandioso recupero di Villa Arconati al Castellazzo di Bollate.
A che punto siamo?
«Al momento abbiamo identificato il percorso da seguire, che però non è ancora un atto deliberativo della giunta. Per ora si tratta di una proposta in atto concordata da parte del primo cittadino Marco Rocchini, dell’assessore ai lavori pubblici Alberto Centemero, dell’assessore alla cultura Vittorio Perrella e mia. La proposta deve ancora essere definitivamente avvallata. Poi bisognerà attivare le procedure conseguenti».
In concreto di che cosa si tratta?
«L’idea è quella di affidare tre incarichi paralleli per “aggredire” la villa e guadagnare tempo. Una cosa va ribadita: prima bisogna progettare la destinazione d’uso, ovvero che cosa farne della villa, solamente dopo si potranno chiedere i soldi per poterla realizzare. Non può diventare museo di se stessa, bisogna invece capire a che cosa destinarla per recuperare almeno il denaro necessario per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Il primo incarico serve per svolgere la catalogazione, ovvero foto dello stato di degrado, stucchi, pitture. Il secondo è già stato assegnato alla Villaggio globale international, società esperta che ci aiuterà a predisporre il piano di fattibilità e, inquadrando le problematiche generali, aiuteranno nella ricerca della destinazione d’uso. Il terzo incarico sarà visibile a tutti, ovvero il restauro e recupero del parterre e il suo tetto liberty. Questo ci servirà per essere credibili e dare un servizio ai cittadini, che finalmente vedranno un’opera concreta. Se riusciremo, restaureremo anche la stanza ovale per poter usare la villa esternamente e internamente. I lavori potrebbero già cominciare nel 2009».
Perché tre incarichi separati?
«Ci prepariamo a cogliere le opportunità offerte dai bandi che erogano denaro. Essi di solito chiedono come prerequisito uno dei tre punti in cui ho suddiviso gli incarichi. Così facendo avremo più chance di ottenere importanti finanziamenti. L’obiettivo è quello di recuperare interamente la villa».
Arianna Pinton